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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

L'anno che verrà

  L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità. (L. Dalla, 1979) Che ad ogni anno ne segua un altro è sicuro: è così da qualche miliardo di anni (circa 14, dall’ultimo  Big Bang ) e non c’è Trump, Putin, o persino la nostra irrilevante Meloni, che tenga. Il problema è se quelli che non li “gradiscono” si stiano preparando o meno a fare qualcosa. ( Do something , disse Mario Draghi qualche tempo fa, e Draghi è uomo d’onore, soprattutto non parla a vanvera …) Servirebbe una “novità”, appunto. Le leggi della fisica sono implacabili:  un corpo mantiene il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, fino a quando una forza perturbatrice non ne muti lo stato . Dov’è, se c’è, questa forza perturbatrice? E quanto, e come, dovrebbe perturbare l’attuale stato? L’America, intesa come USA, comincia a borbottare: il potere salvifico di Trump, a cui molti hanno creduto anche in buona fede, comincia a vacillare. Le guerre, che dovevano fi...

Chi minaccia chi?

  Non se ne può proprio più di questa favola secondo la quale la NATO avrebbe provocato per anni la povera e pacifica Russia, che quindi avrebbe sentito il dovere di reagire, invadendo a destra e a manca territori non suoi, con la scusa che lì c’era qualcuno che parlava russo. E noi, invadiamo il Canton Ticino? Lugano libera …! O gli austriaci invadono il Sud Tirolo e si riprendono Sinner? Per carità, la propaganda non va per il sottile, è spesso grossolana, tarocca, pensata per gente poco attrezzata intellettualmente e quindi disposta a bersi tutto, purché venga declamato con la dovuta enfasi ed il giusto ghigno. Tutti i  talk show  sono pieni di cosiddetti esperti che pontificano in tal senso. Ma almeno un filo di logica dovrebbe venire in aiuto … Abbiamo vissuto oltre quarant’anni di guerra fredda, con la cosiddetta  “cortina di ferro”  che separava l’Occidente liberaldemocratico dall’impero sovietico. Il confine spaccava l’Europa: la NATO di qua, il Patto di...

Cambiare musica ...

Sull’opportunità, o meglio necessità, che l’opposizione a Meloni e soci si presenti unita alle prossime elezioni c’è poco da discutere. Le alternative sono poco più che pura accademia, aria fritta, astruse teorie senza alcun supporto sperimentale. Con leggi elettorali come quella che abbiamo, o che si prospettano, qualsiasi ipotesi di terzo polo “indipendente” rischia di essere solo una bubola pericolosa, che però potrebbe illudere più d’un elettore, portando di sicuro tutta l’opposizione, ancora una volta divisa, ad una inevitabile e sonora disfatta. Credetemi, è aritmetica elementare: non servono i logaritmi o il calcolo differenziale. Ciò detto, c’è modo e modo di costruire un’alternativa che abbia la concreta possibilità di vincere. Ora stiamo seguendo una via a mio avviso destinata al fallimento. Il problema, inutile girarci intorno, sono i cinquestelle: il trasformismo sfuggente del loro leader Conte non promette nulla di buono, anzi sembra destinato ad indebolire o finanche a sa...

Di quale Dio abbiamo bisogno?

  Le religioni in fondo sono tutte uguali. Rispondono tutte allo stesso senso di trascendenza, di immaterialità, di spiritualità, che è innato nella mente di ognuno di noi, chi più, chi meno. Tutti noi, anche se atei o agnostici, da che mondo è mondo viviamo il mistero di ciò che riusciamo a concepire con la mente, ma di cui non abbiamo e non possiamo avere esperienza diretta. L’infinito, infinitamente grande o infinitamente piccolo che sia, è un concetto matematicamente definito, ma nessuno di noi ha esperienza diretta di qualcosa che non ha un inizio e una fine. L’aldilà, lo possiamo concepire ma non verificare con i sensi: possiamo anche essere convinti che non esista, ma certamente ne portiamo dentro l’idea, con la quale facciamo i conti ogni qualvolta sperimentiamo l’indubbia esistenza della morte e la domanda (persino la curiosità…) sul “dopo”. Il pensiero, che è lo strumento base della nostra vita di umani, è fatto di neuroni e sinapsi, di chimica ed elettricità, ma è impalp...

Il Nuovo Mondo e la Vecchia Europa

Come tutti sanno, l’America fu scoperta nel 1492, quindi nel 2026 saranno 534 anni. Gli Stati Uniti d’America festeggeranno, sempre l’anno prossimo, i 250 anni dalla loro fondazione, avvenuta nel 1776. Per quasi 300 anni tra quelle due date l’America, nord, centro e sud, è stata terra di conquista coloniale per gli Stati, o meglio per gli Imperi europei, i quali dalla scoperta di Colombo avevano ottenuto un insperato, inatteso e formidabile impulso di crescita. Nel Cinquecento l’Europa tutta era ridotta in condizioni pietose: guerre sanguinose, carestie, epidemie, scarsità di risorse, inquinamento (sì, inquinamento: il Tamigi era una fogna avvelenata dalle tintorie dell’industria tessile …), povertà estrema, instabilità, insomma una civiltà allo stremo delle forze. Mentre fiorivano l’umanesimo ed il Rinascimento (in Italia), il continente era sull’orlo del collasso. Il viaggio di Colombo, con quel che seguì, fu come se in una famiglia ridotta in sfacelo, ad un certo punto si buttasse g...