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Una storia infinita

L’invereconda (e ormai anche tragicamente buffa) gazzarra che si sta svolgendo in questi giorni intorno al PD ed alle sue avventurose alleanze strategiche o elettorali (ma qual è la differenza …?) ha origini molto, ma molto, lontane. Non è, come potrebbe sembrare, frutto della confusione creata dalla inopinata caduta del governo guidato dall’italiano più eccellente, dall’eccezionale stato di crisi internazionale né dalle opprimenti condizioni metereologiche. No, è ben di più, è una specie di saga alla maniera di  Highlander , che si protrae da oltre un secolo. E come ogni saga che si rispetti, non finisce mai. Vi risparmio un compendio storico sulla sinistra dall’inizio del Novecento a oggi, ma lo scontro titanico tra massimalisti e riformisti ha davvero più di cent’anni. Massimalisti, sognatori rivoluzionari, populisti, contro riformisti, miglioristi, progressisti, liberalsocialisti (i soliti  RDLSEPLG+  …), l’un contro l’altro armati e purtroppo sempre pronti a disputarsi all’ultimo
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Die Hard

La Treccani così definisce la  “coazione a ripetere” :  tendenza incoercibile a porsi in situazioni penose o dolorose, senza rendersi conto di averle attivamente determinate, né del fatto che si tratta della ripetizione di vecchie esperienze. Insomma,  play it again, Sam!  Fallo di nuovo, sempre uguale, ormai è un tarlo piantato nel cervello … Sto ovviamente parlando della nefasta tendenza all’ammucchiata politica, dello sforzo incoercibile di complicarsi la vita, della patologica incapacità di NON dire mai parole chiare e franche agli elettori e farsi così del male. La ben nota  “sindrome Tafazzi” , insomma. È evidente a tutti che le elezioni del prossimo 25 settembre sono di un’importanza capitale: inutile spendere parole. Dovrebbe essere altrettanto chiaro a tutti che per vincere bisognerebbe presentare agli elettori proposte definite, coerenti, concrete, realizzabili, in sintonia con le esigenze della parte più sana e produttiva del Paese, quella parte che desidererebbe uno svilupp

The Rubber Duck (l'anatra di gomma)

Sostiene il mio amico (e compagno) Sergio Staino che sono un  “maledetto renziano, ma che spesso i "renziani" dicono cose interessanti e molto utili” . Bontà sua, è comunque un raro e pregevole esempio di onestà intellettuale, soprattutto in un momento come questo, quando i rapporti tra l’intera struttura del PD (base e dirigenti) ed il mondo riformista democratico liberalsocialista europeista progressista laico riformista garantista … (la famosa area  RDLSEPLG+ ) sono arrivati ad un livello bassissimo, forse al punto di rottura. Quando leggerete queste righe, probabilmente sarà già chiaro quale assetto avrà assunto la sinistra per competere alle elezioni del 25 settembre. Competere e vincere, chissà, ma più facilmente per competere e perdere, forse onorevolmente, ma non è detto … Fatto sta che molti nodi sembrano essere arrivati al pettine. Rispondendo ad un istinto ormai atavico, il PD tende a raccogliere tutto ciò che si muove alla sua sinistra, con l’ovvia e facile parola

Vota Antonio, vota Antonio ovvero, a fari spenti nella notte ...

Tra meno di due mesi tutto sarà finito … eppure tutto sarà appena cominciato. Inutile strologare su cosa succederà fino ad allora, e dopo. Per la prima volta, in oltre cinquant’anni che faccio il dilettante della politica, se qualcuno mi chiede consiglio su come votare (e qualcuno sempre c’è …), io posso solo rispondere:  “Non lo so” . Mai capitato prima. A due mesi scarsi dal voto. Questo significa qualcosa, o no? Una incredibile serie di eventi, nell’ultima decina d’anni, ci ha portato a questa pazza legislatura, che sta per chiudersi, attraverso ben tre Governi con tre maggioranze diverse: populisti in solitaria, finito al Papeete di tre anni fa, populisti e sinistra, finito con la manifesta incapacità di gestire cose complicate come pandemia e PNRR, fino all’unità nazionale, con a capo il migliore italiano in senso assoluto, e forse sprecato per questa banda di matti. Sprecato sì, perché questo bizzarro Paese a quanto pare odia l’eccellenza, odia i migliori, odia quelli che sanno e

La corsa degli "sgusci"

Per chi non è un cultore di Guerre Stellari è d’obbligo una spiegazione: lo  “sguscio”  ( podracer  in lingua originale) è un fantastico veicolo, sostanzialmente artigianale, che fluttua, corre velocissimo rasoterra e può compiere evoluzioni incredibili, se manovrato da piloti opportunamente dotati, addestrati e soprattutto senza scrupolo alcuno. Gli  sgusci  compaiono nell’ Episodio 1  (cronologicamente è il quarto della serie)  – La minaccia fantasma  e mettono per la prima volta in mostra le eccezionali capacità del giovanissimo futuro Jedi  Anakin Skywalker , che nel seguito della storia, passando al lato oscuro della Forza, diventerà il cattivissimo  Darth Vader. La corsa degli  sgusci  rappresentata nel film è quanto di più violento, scorretto e disastroso si possa immaginare: tutto è concesso pur di arrivare primi (e vivi) al traguardo. Sabotaggi, urti, agguati, scontri ad altissima velocità, esplosioni, un crescendo di suspence fino alla conclusione. Vince Anakin contro un catt

Il riposo di Draghi

Non doveva succedere. È successo. Quello che ogni persona di buon senso auspicava, e riteneva persino possibile (noi poveri illusi!), è stato stravolto da un vorticoso susseguirsi di accadimenti, che hanno portato la crisi alle sue più estreme conseguenze. Chi pensava che, dopo le convulsioni di Conte e i suoi residui patetici cinquestelle, potesse manifestarsi un comune sentimento di reazione positiva e costruttiva per portare a termine un programma e una legislatura, è stato clamorosamente smentito. Come è potuto succedere? Se ne discuterà a lungo nella ormai prossima campagna elettorale, visto che essa scaturisce da questo evento così catastrofico, temuto ma così poco previsto. Qualcuno dirà: ma cosa c’è di così catastrofico in una legislatura, peraltro bizzarra, che si chiude in anticipo? Cosa c’è di bizzarro nell’anticipo di otto mesi di una scadenza che in ogni caso era fissata per la primavera dell’anno prossimo? Non sarà che siamo tutti diventati ipersensibili agli shock, che p

Caro Mario ...

  Caro Mario, in estrema sintesi: ora sei nel ballo (ammesso che il frusto luogo comune possa essere considerato adatto alla situazione …) e non puoi fare altro che continuare a ballare. Scusa la confidenza che mi prendo, ma ho solo cinque anni meno di te, ti stimo da sempre e dal 5 dicembre del 2016 vado ripetendo in ogni sede che solo tu avresti potuto riprendere il cammino di riforme brutalmente interrotto dal disgraziato referendum (veramente, disgraziati sono quelli che hanno brigato in tutti i modi per farlo fallire …). Tu allora guidavi la BCE e l’avresti fatto ancora per quasi altri tre anni, ma a me sembrava chiarissimo che l’Italia non avrebbe potuto rinunciare all’autorevolezza, alla competenza, alla dirittura morale che tu rappresentavi in tutto il globo terracqueo. Ci voleva pazienza, bisognava sapere e volere aspettare, ma era certo che sarebbe arrivato il tuo momento. Dopo quella fatidica data, il Paese è rotolato, prima lentamente, poi vorticosamente, verso uno sprofond

Se telefonando ...

Vladimir Putin, Presidente di (quasi) tutte le Russie, sollevò lo sguardo dalla cartina dell’Ucraina (no, l’Ucraina non esiste…!) del Donbass orientale, sulla quale stava spostando alcuni modellini di carri armati, diversi soldatini di piombo e pure una pregevole riproduzione in scala di una Lamborghini Huracàn rosso fuoco. Al suo fianco il manettino del gas, dal quale non si separava mai: forte era la sensazione di potenza che gli conferiva … Il Presidente simulava grandi manovre avvolgenti e penetranti nelle difese dell’odiato Zelensky, ma soprattutto l’effetto provocato dall’avanzata della Lamborghini tra le macerie che, opportunamente ripresa dal telegiornale Vremja, avrebbe spacciato come prova della ormai certa e schiacciante vittoria sugli straccioni sedicenti ucraini (l’Ucraina non esiste, l’ho già detto…). Rimaneva il problema di quale oligarca scomodare per mandarlo in Donbass con la (sua) Lamborghini, ma l’avrebbe risolto con un paio di telefonate ai più fidati superstiti. N

Destini incrociati, disastri annunciati ...

Davvero viviamo un periodo difficile … Non bastava la guerra in Ucraina (per non parlare delle altre che insanguinano il mondo), la crisi energetica, il cambiamento climatico, la siccità, la crisi alimentare, no, c’è di più, molto di più, e di peggio! Francesco Totti e Ilary Blasi si separano, e forse (dico forse) l’avvocato del popolo populista si separa anche lui dall’odiato Governo guidato dall’odiato usurpatore: san Giuseppi contro i Draghi … Sono notizie che sconvolgono, che aggiungono costernazione alla naturale ansia che ormai tutti da tempo ci pervade. Chi ha preso il posto di Ilary nel cuore del pupone? Chi ha tradito per prim* (notate la schwa …)? A chi legheranno i loro destini nei prossimi mesi? Come divideranno gli utili e le rendite? Paparazzi di tutto il mondo, unitevi! Cercate, scovate, scoprite, … non lasciateci nell’angoscia di non sapere come passeranno le prossime vacanze i due epigoni del gossip nostrano, con chi? dove? quando? Già tremavamo per le sorti incerte de

Consigli non richiesti

La scissione del M5S tra governisti dimaiani e no (non è ancora chiaro come si configurino quelli rimasti con Conte … critici, ipercritici, antagonisti, semplici malpancisti, …), le scomposte e goffe manovre mediatiche dello sciamano Travaglio, bramoso di creare un  casus belli  purchessia su cui impalare il suo arcinemico Draghi, infine l’approssimarsi inesorabile delle prossime elezioni (mancano una decina di mesi, ma si sa che la sabbia nella clessidra sembra correre più velocemente, quando si avvicina la fine …) impongono a tutti noi, volenti o nolenti coinvolti nella vicenda pubblica, uno sforzo supplementare di riflessione, un approfondimento sulle forze in campo e sulle possibile strategie. La cosa può risultare noiosa e poco divertente, ma è inevitabile. Passi oltre chi ha di meglio da fare … Ciò premesso, provo a mettere in fila alcuni pensierini, peraltro tutt’altro che definitivi e tutti suscettibili di ampia verifica. Alla fine del 2011 (la prendo un po’ alla lontana ma, cr