Ma perché mai un omaccione di quasi ottant’anni, col ciuffo giallo e dal volto sempre imbronciato e minaccioso (non può essere naturale, ovvio che è una posa studiata allo specchio …!), che presiede vertici istituzionali ed internazionali in giacca e cravatta, ma con un buffo cappellino rosso calzato sulla cucurbita, che usa un vocabolario scarno e primitivo, con voce pedante e monocorde, che è capace di offendere chiunque, di mancare di rispetto personale a chiunque, amico o nemico, che dice il più delle volte cose incongruenti, magari subito smentite o contraddette, dopo qualche minuto o qualche ora, che per decine di volte annuncia tremende decisioni (normalmente entro 15 giorni …) per poi traccheggiare, rinunciare, accampando scuse, perché un siffatto figuro non suscita l’ilarità del mondo intero, il quale invece subisce le conseguenze (queste sì, tremende e tangibili) del suo sconnesso operato? Si aggiunga che lo stesso figuro sfacciatamente approfitta del suo potere per accumular...
Noi cittadini ammalati di politica, pur senza praticarla professionalmente, rischiamo di assomigliare ai tifosi da Bar Sport: tutti pronti a fare gli allenatori o i commissari tecnici a parole, anche senza aver mai dato un calcio a un pallone. Ci piace almanaccare, immaginare strategie, favoleggiare di leader , di formazioni e di governi, insomma tutta quella “sindrome del dilettante impegnato” , che è così diffusa nelle nostre società democratiche (nelle altre, a farlo si rischia la galera, se non addirittura la pelle …!). Ciò detto, dovremmo forse stare zitti e non interloquire? Dovremmo aspettare pazienti che lorsignori si decidano ad offrirci delle alternative da votare, quindi votarle, e non rompere per altri cinque anni, mentre gli effetti del nostro voto si dispiegano, cambiando, peggiorando (o semmai migliorando) le nostre vite? Chi ha inventato la democrazia ha previsto un sistema nel quale i cittadini partecipano, hanno voce in capitolo, di tanto in tanto decidono, ma comunq...