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Nuove prospettive

  L’uscita di Vannacci dalla Lega e le conseguenze dei recenti fatti di Torino, pur nella loro diversità, permettono, anzi suggeriscono, una riflessione generale, ai limiti della fantapolitica: un esercizio, un esperimento mentale, utile per inquadrare i possibili scenari futuri. Quei fatti rendono chiaro che gli estremisti non si accontentano mai e reclamano spazi autonomi, mentre rifuggono qualsiasi approccio responsabile. Vannacci, nella Lega di Zaia, Giorgetti e Fedriga stava troppo stretto, sentiva soffocate le sue più genuine ed autentiche tendenze autoritarie, reazionarie, identitarie. Ora ha deciso di provarci da solo, per godere di quella libertà di manovra che lui pensa indispensabile al raggiungimento dei suoi obbiettivi (qualunque essi siano …). Salvini appare in affanno: in realtà non si è più ripreso dopo i fasti del Papeete nel lontano 2019 e, malgrado la benevolenza dei suoi, sta arrivando al capolinea. Dall’altra parte, quelli che contro ogni evidenza continuano a ...
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La sinistra dispettosa

  Giorni fa, Natalia Aspesi, un’autentica (forse l’ultima vera) signora del giornalismo italiano, un’icona autorevole della borghesia milanese illuminata e di sinistra, ha scritto  papale papale  sulla sua rubrica settimanale (l’età facilità la sincerità …) che voterà NO al referendum sulla Magistratura  "per dispetto"  a Meloni ed alla maggioranza;  “per dispetto” , proprio così, come un'adolescente bizzosa. Mi dispiace dover ricordare alla signora Aspesi che in democrazia non si dovrebbe mai votare  "per dispetto" ; in democrazia i cittadini sono chiamati a partecipare alle scelte della comunità con coscienza e consapevolezza dei problemi affrontati. Le bizze sono fuori luogo, quando c’entra il bene del Paese. Si può votare poco convinti, scegliere il meno peggio, non votare affatto, ma non si può votare  “per dispetto” , perché si ottiene il contrario delle intenzioni. È un gesto infantile, segno d’immaturità. Nel 2016 una larga maggioranza di ...

La vita è bella!

  Come ogni anno da vent’anni, il 27 gennaio si è celebrato il Giorno della Memoria per le vittime dell’Olocausto. Come ogni anno, quello è il giorno in cui tutti (quasi tutti, perché qualche esibizionista incontinente con la svastica lo si trova sempre …) diventano antinazisti, solidali con le vittime, sensibili al dolore, …, anche se con evidenti diversi livelli di partecipazione, di rappresentatività, di sincerità, ed anche di retorica. Quest’anno perfino Meloni si è spinta un po’ più in là nei giudizi, riconoscendo  “la complicità del regime fascista”  nel più grande crimine della storia dell’umanità. È già tanto … Da domani ricominceranno i distinguo, le sottigliezze, le puntualizzazioni, per non parlare delle assurde vergogne ideologiche denunciate da Liliana Segre (come l’equiparazione dei nazisti di ieri con gli israeliani di oggi), fino al prossimo anno. Nel frattempo, l’antisemitismo resiste nella testa e nella cultura di tanti, si confonde con l’antisionismo, c...

La (ri)costruzione di un amore

  La prendo un po’ larga, ma prometto di arrivare subito al punto. Dalla fine del Settecento in avanti (Rivoluzioni Americana e Francese) i popoli occidentali hanno per due secoli abbondanti sgobbato, sudato, lottato, anche ucciso, si sono sacrificati fino all’estremo, per instaurare, sviluppare, proteggere, migliorare il sistema democratico, lo Stato di diritto, affermare i principi di libertà, uguaglianza e solidarietà. Hanno modellato le società moderne, difendendole dagli attacchi violentissimi che nel frattempo venivano sferrati dalla Reazione. Lotte crudeli, feroci, sanguinarie, al limite del concepibile: ma per ben oltre due secoli l’onda democratica ha prevalso prima sull’Ancien Regime, poi sul fascismo, sul nazismo, sullo stalinismo, facendo sì che il mondo occidentale raggiungesse vette di sviluppo e benessere mai raggiunte prima. Intere popolazioni spingevano, anelavano alla libertà personale, alla libertà economica, al  welfare , alla pace sociale ed internazionale...

La posta in gioco

  Tutte le comunità sociali hanno bisogno di regole, di norme di comportamento, di prescrizioni, insomma di leggi, che tutelino i componenti della società (un tempo sudditi, non tutti uguali, ora cittadini, tutti uguali di fronte alla legge) da prevaricatori, violenti, furbastri, truffatori, spregiudicati, delinquenti, persone che agiscono seguendo il proprio interesse personale, a scapito di altri soggetti, o della comunità. Da che mondo è mondo, dal tempo di Hammurabi e per circa 4.000 anni, ogni società si è dotata di un sistema, prima rudimentale, poi via via sempre più raffinato, di amministrazione della giustizia. Un sistema che avesse il potere di accertare e poi giudicare ed eventualmente punire atti contrari alla civile convivenza, stabilendo torti e ragioni, comminando assoluzioni e pene. L’essere umano, si sa, è di natura litigioso ed egoista, molto spesso è aggressivo e tende a prevaricare il prossimo; si creano quindi infinite occasioni di attrito, di scontro, di confl...

C'è chi dice NO ...

  Da qualche giorno nelle piazze e nelle stazioni campeggia un manifesto gigante che invita i cittadini a votare NO al prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Vabbè, direte voi, siamo ormai in piena campagna referendaria (pare si voti a marzo) ed è normale che le parti in causa si mobilitino per orientare l’opinione pubblica. Anche i sostenitori del SÌ promuoveranno simili iniziative … SÌ o NO: il quesito richiede una risposta semplice e tranchant su una riforma approvata dal Parlamento ed ora sottoposta, secondo le procedure costituzionali, al vaglio dei cittadini. Per quanto si possa dubitare sull’opportunità di chiedere ai cittadini tutti una decisione su un tema su cui neanche gli specialisti hanno parere concorde, anzi …, la Costituzione lo richiede e così sia. Bisognerebbe però attenersi al tema e non parlare d’altro. Il manifesto in questione infatti contiene informazioni e suggestioni talmente fasulle e mistificatorie da trasformarlo in una buf...

Buon anno?

  Buon anno a tutti, ma non comincia bene…! Sabato scorso ci siamo svegliati con la notizia del  blitz  di Trump contro Maduro. Un feroce dittatore era stato rimosso, con metodi non proprio diplomatici, ma con una incursione dai contorni ancora misteriosi, condotta dentro casa del Presidente venezuelano. La notizia poteva anche essere salutata con sollievo e soddisfazione, visto che Maduro era un Presidente abusivo, eletto con elezioni farsa, succeduto all’altro autocrate Hugo Chavez, al potere fino al 2013. Ma, a pensarci bene, la caduta di un dittatore è solo una mezza buona notizia, perché tutto dipende da cosa succede  dopo  la caduta. La storia è piena di esempi poco edificanti: l’eliminazione di Gheddafi in Libia nel 2011 ha aperto un periodo di altissima turbolenza che dura tuttora, quella di Saddam Hussein in Iraq nel 2006 ha spalancato le porte all’Isis ed al terrorismo fondamentalista islamico, la deposizione di Assad in Siria ha lasciato il Paese in m...

L'anno che verrà

  L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità. (L. Dalla, 1979) Che ad ogni anno ne segua un altro è sicuro: è così da qualche miliardo di anni (circa 14, dall’ultimo  Big Bang ) e non c’è Trump, Putin, o persino la nostra irrilevante Meloni, che tenga. Il problema è se quelli che non li “gradiscono” si stiano preparando o meno a fare qualcosa. ( Do something , disse Mario Draghi qualche tempo fa, e Draghi è uomo d’onore, soprattutto non parla a vanvera …) Servirebbe una “novità”, appunto. Le leggi della fisica sono implacabili:  un corpo mantiene il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, fino a quando una forza perturbatrice non ne muti lo stato . Dov’è, se c’è, questa forza perturbatrice? E quanto, e come, dovrebbe perturbare l’attuale stato? L’America, intesa come USA, comincia a borbottare: il potere salvifico di Trump, a cui molti hanno creduto anche in buona fede, comincia a vacillare. Le guerre, che dovevano fi...

Chi minaccia chi?

  Non se ne può proprio più di questa favola secondo la quale la NATO avrebbe provocato per anni la povera e pacifica Russia, che quindi avrebbe sentito il dovere di reagire, invadendo a destra e a manca territori non suoi, con la scusa che lì c’era qualcuno che parlava russo. E noi, invadiamo il Canton Ticino? Lugano libera …! O gli austriaci invadono il Sud Tirolo e si riprendono Sinner? Per carità, la propaganda non va per il sottile, è spesso grossolana, tarocca, pensata per gente poco attrezzata intellettualmente e quindi disposta a bersi tutto, purché venga declamato con la dovuta enfasi ed il giusto ghigno. Tutti i  talk show  sono pieni di cosiddetti esperti che pontificano in tal senso. Ma almeno un filo di logica dovrebbe venire in aiuto … Abbiamo vissuto oltre quarant’anni di guerra fredda, con la cosiddetta  “cortina di ferro”  che separava l’Occidente liberaldemocratico dall’impero sovietico. Il confine spaccava l’Europa: la NATO di qua, il Patto di...

Cambiare musica ...

Sull’opportunità, o meglio necessità, che l’opposizione a Meloni e soci si presenti unita alle prossime elezioni c’è poco da discutere. Le alternative sono poco più che pura accademia, aria fritta, astruse teorie senza alcun supporto sperimentale. Con leggi elettorali come quella che abbiamo, o che si prospettano, qualsiasi ipotesi di terzo polo “indipendente” rischia di essere solo una bubola pericolosa, che però potrebbe illudere più d’un elettore, portando di sicuro tutta l’opposizione, ancora una volta divisa, ad una inevitabile e sonora disfatta. Credetemi, è aritmetica elementare: non servono i logaritmi o il calcolo differenziale. Ciò detto, c’è modo e modo di costruire un’alternativa che abbia la concreta possibilità di vincere. Ora stiamo seguendo una via a mio avviso destinata al fallimento. Il problema, inutile girarci intorno, sono i cinquestelle: il trasformismo sfuggente del loro leader Conte non promette nulla di buono, anzi sembra destinato ad indebolire o finanche a sa...