Cara onorevole Picierno , non so se la sua Segreteria le farà leggere queste righe; io spero di sì e quindi scrivo come se mi leggesse. Sono un riformista democratico come Lei, sono uscito dal PD come Lei, ma nel 2019, ho condiviso e condivido il percorso con Matteo Renzi e di Casa Riformista. Ho appena ascoltato alcune delle Sue dichiarazioni più recenti e non ho problemi a dirLe che condivido tutto, compreso ovviamente il giudizio poco lusinghiero che dà di Conte ed il suo Movimento. Condivido tutto, tutto, tutto, tranne l’approdo finale. Vede, noi riformisti, dovunque ci troviamo, siamo tanti, siamo molti di più dei post-grillini di Giuseppe Conte; quindi, non è lui a doverci fare l’esame di ammissione, semmai dovremmo farlo noi a lui (e ne uscirebbe malconcio!). Io credo che noi riformisti dobbiamo uscire da questa sindrome degli “invitati” e reclamare con forza il nostro posto all’interno del centrosinistra. NOI siamo il centrosinistra! Conte è un’appendice, purtroppo necessaria ...
La destra e la sinistra esistono in natura e non se ne può fare a meno. In una democrazia compiuta alla fine ci sarà sempre una maggioranza e una minoranza, un governo e un’opposizione e quindi, seppur con tante sfumature, una destra e una sinistra. Nell’elettorato invece le posizioni possono essere e sono in effetti molto più variegate: esistono larghe masse di elettori fluttuanti, incerti, indecisi, fluidi, centristi moderati, estremisti pentiti, conservatori spaventati, progressisti sognatori, … quindi è più che opportuno, è necessario, cercare di interpretare e rappresentare le loro ragioni. Giusto quindi organizzare forze politiche che ne difendano gli interessi, allontanandoli dall’astensionismo e indirizzandoli in modo costruttivo. Questo non vuol dire però creare forze politiche “di gomma”, adatte a qualsiasi collocazione. Le elezioni si vincono al centro, è indubbio, ma il centro non basta e sarebbe pure poco democratico, visto che un centro non avrebbe contraltari. Nel ...