Ma l’intelligenza artificiale (AI) è compatibile con la democrazia liberale? Possono convivere? E come? Queste le domande cruciali, alle quali dobbiamo al più presto dare una risposta, senza troppi tentennamenti né ipocrisie. Una risposta ragionata presuppone il sapere di quale AI stiamo parlando: quella conosciuta e disponibile adesso, o una AI futura non ancora pronta, ma possibile ed anche probabile, figlia delle proiezioni di sviluppo che già da oggi si possono elaborare? Chiarisco subito che ogni ipotesi di mettere dei limiti al suo sviluppo a me pare peregrina e velleitaria: la Storia ci insegna che, quando una cosa è possibile farla, qualcuno la fa. Punto. Quindi, non possiamo fare nulla se non subire le evoluzioni, anche se fossero nefaste, di una tecnologia che potrà cambiare per sempre le nostre vite e le nostre società? Certo che no. Agire bisogna … Chi odia la democrazia e la combatte con molto zelo (tanto per non fare nomi, Putin, che governa un imperialismo autorita...
Sarò un ingenuo, sarò un sognatore, sarò quello che volete, anche peggio, un po’ scemo … Però io non riesco a trattenermi dal pensare che se, con la bacchetta magica, con un incantesimo, si mettessero insieme, tutte, ma proprio tutte , le millanta formazioni o formazioncine che si proclamano sinceramente “riformiste” e che quindi non si riconoscono nelle ali estreme del bipolarismo populista più o meno farlocco che s’è venuto a creare in Italia, si potrebbe con facilità costruire un Partito vero e proprio, consistente, che potrebbe ambire a superare, e non di poco, il 10%, di certo superiore a forze radicali come AVS e di dimensioni perlomeno simili al M5S. E se a queste forze aggiungessimo la parte non massimalista e nostalgica del PD, ovvero una vasta platea di militanti, amministratori, dirigenti di lungo o meno lungo corso, intellettuali, che oggi stringono i denti costretti nella politica e nel linguaggio movimentista della Segretaria Schlein, politica e linguaggio che NON s...