Giorgia Meloni ha candidamente dichiarato la sua intenzione di mandare al Quirinale (alla prima opportunità utile…) lei stessa o qualcuno dei suoi fidati sodali. Non c’è dubbio alcuno che lo farà, se il popolo elettore gliene darà l’opportunità. Ma gliela darà? In democrazia, questo dipende da tutti quelli che andranno a votare e pure da quelli che non ci andranno, anche se questi ultimi faranno finta di nulla, cercando di lavarsene le mani. La democrazia è fatta così: ha delle regole e queste debbono essere rispettate senza forzature, altrimenti non è più democrazia. Le considerazioni moraleggianti lasciano il tempo che trovano. Inutile scandalizzarsi: se Meloni avrà i voti andrà (lei o chi per lei) al Quirinale, e sarà del tutto inutile (e pure ipocrita) gridare all’attentato alla Costituzione. La quale Costituzione è senz’altro antifascista, è permeata di antifascismo, esplicitamente impedisce tentativi di ricostituzione del fascismo, ma ovviamente, essendo una Costituzione de...
L’argomento sul quale mi accingo a cercare di attirare la vostra attenzione è quanto di meno affascinante si possa immaginare: la composizione dell’area che si oppone a Meloni e che dovrebbe contenderle il Governo del Paese alle prossime elezioni. Se decidete di occupare in modo più proficuo i prossimi dieci minuti, non posso certo esserne sorpreso. Ciononostante, per chi continua a leggere, l’argomento è di una importanza capitale, se davvero ci teniamo a sostituire la destra al Governo con forze politiche più preparate, più competenti, più democraticamente affidabili e pure sinceramente europeiste. È un dato di fatto che il PD (o la parte di esso più vicina alla segretaria Schlein) ha ormai formato un nucleo duro con Conte e la coppia Fratoianni-Bonelli, con l’appoggio della CGIL di Landini e di tutta l’area nostalgica tardonovecentesca. La foto dell’altra settimana, per come è stata costruita e presentata, vale più di un congresso o di un programma (che infatti non c’è ancora)...