L’argomento sul quale mi accingo a cercare di attirare la vostra attenzione è quanto di meno affascinante si possa immaginare: la composizione dell’area che si oppone a Meloni e che dovrebbe contenderle il Governo del Paese alle prossime elezioni. Se decidete di occupare in modo più proficuo i prossimi dieci minuti, non posso certo esserne sorpreso. Ciononostante, per chi continua a leggere, l’argomento è di una importanza capitale, se davvero ci teniamo a sostituire la destra al Governo con forze politiche più preparate, più competenti, più democraticamente affidabili e pure sinceramente europeiste. È un dato di fatto che il PD (o la parte di esso più vicina alla segretaria Schlein) ha ormai formato un nucleo duro con Conte e la coppia Fratoianni-Bonelli, con l’appoggio della CGIL di Landini e di tutta l’area nostalgica tardonovecentesca. La foto dell’altra settimana, per come è stata costruita e presentata, vale più di un congresso o di un programma (che infatti non c’è ancora)...
Carissimi Calenda, Marattin, Onorato, Picierno, Renzi, Ruffini, Spatafora (in rigoroso ordine alfabetico, scusandomi con tutti gli altri non nominati), spero conveniate che la situazione che stiamo vivendo sta assumendo toni paradossali. Mentre mezzo mondo brucia, mentre il Presidente del più importante Paese al mondo si comporta come un bullo da cortile, dimostrando ogni giorno equilibrio e affidabilità pari a zero, mentre l’economia mondiale è sull’orlo di una crisi che speriamo non arrivi, qui da noi, nel cosiddetto centrosinistra (in senso lato …), regna la confusione più totale. Voi in indirizzo siete solo i più in vista nell’area che dovrebbe fare da contraltare al massimalismo e al populismo della sinistra-sinistra (quella della fotografia …), ma anche al populismo e al sovranismo della destra al Governo: non siete i soli, ogni giorno se ne aggiunge qualcuno. Tutti dichiarate di essere aperti, tendenzialmente unitari, generosi, coraggiosi, pronti al dialogo, desiderosi di avviar...