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Il colpo d'ala

Noi cittadini ammalati di politica, pur senza praticarla professionalmente, rischiamo di assomigliare ai tifosi da Bar Sport: tutti pronti a fare gli allenatori o i commissari tecnici a parole, anche senza aver mai dato un calcio a un pallone. Ci piace almanaccare, immaginare strategie, favoleggiare di leader , di formazioni e di governi, insomma tutta quella “sindrome del dilettante impegnato” , che è così diffusa nelle nostre società democratiche (nelle altre, a farlo si rischia la galera, se non addirittura la pelle …!). Ciò detto, dovremmo forse stare zitti e non interloquire? Dovremmo aspettare pazienti che lorsignori si decidano ad offrirci delle alternative da votare, quindi votarle, e non rompere per altri cinque anni, mentre gli effetti del nostro voto si dispiegano, cambiando, peggiorando (o semmai migliorando) le nostre vite? Chi ha inventato la democrazia ha previsto un sistema nel quale i cittadini partecipano, hanno voce in capitolo, di tanto in tanto decidono, ma comunq...
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La soluzione

  Non sono (e non sono mai stato) un fan di Massimo D’Alema. Il personaggio è controverso, ma non è questa la sede per addentrarsi nell’analisi della sua vita politica. Qui mi preme ricordare e sottolineare un momento positivo (forse l’unico!) della sua storia politica. Correva l’anno 1995 e il centro sinistra era composto principalmente dal PDS (Partito Democratico della Sinistra), nato dalla svolta di Occhetto, che aveva chiuso (molto tardivamente!) l’esperienza pluridecennale del PCI (Partito Comunista Italiano) cancellando la parola “comunista” dal simbolo e lasciando la falce ed il martello in secondo piano, tra le radici della Quercia (allora andava molto la botanica nella tassonomia dei partiti politici) e dal Partito Popolare Italiano, derivazione della sinistra democristiana. A febbraio Romano Prodi, con il supporto prezioso di Arturo Parisi, aveva fondato “L’Ulivo” , con l’obbiettivo di federare il centrosinistra nella battaglia a Silvio Berlusconi. Al governo, da genna...

La tela riformista

  Sembra che l’uscita di Marianna Madia dal PD per approdare nella costruenda Casa Riformista abbia innescato una serie di reazioni che è interessante esaminare. Intanto, la solita canea di esagitati da tastiera, che ha approfittato per vomitare tutto il suo fiele e la sua abissale ignoranza politica su una persona, rea solo di seguire legittimamente il suo istinto politico. Questa ormai solita barbarie, alla quale ci abituiamo colpevolmente sempre di più, rifiutandoci di affrontare di petto il problema dell’uso della rete,  in primis  il problema dell’ anonimato , dimostra quanto anche a sinistra pesi il tifo triviale da curva nei confronti del discorso politico articolato ed argomentato. Esultare, con annessi insulti, per l’uscita di un esponente politicamente sgradito dal proprio partito (Madia o chiunque altro …) è davvero sintomo di un’ignoranza, di una cafoneria, di una belluina primitività che si sperava non albergassero anche nel popolo di sinistra, che dei diritt...

Viva la differenza!

Quando si dice che una cosa è  “divisiva” , è sempre opportuno avere ben chiaro cosa sta da una parte e cosa sta dall’altra della divisione. Sembra banale, ma spesso il termine  “divisivo”  assume una connotazione esclusivamente negativa, qualcosa da rigettare a tutti i costi. Ma quando mai ...! Noi siamo tutti divisi, sempre divisi, perché,  deo gratias , siamo individui tutti diversi. Talvolta ci accomunano interessi, passioni, analisi, caratteri, gusti, ma spesso quegli stessi ci dividono e ci distinguono. Dov’è il problema? Si può tifare Juve oppure Toro, ma tra persone civili ci si divide senza odiarsi, senza ferirsi, se non con la satira. Si può essere onnivori o vegani, riformisti o massimalisti, laici o credenti, freudiani o junghiani, cittadini o campagnoli, ma sempre con il reciproco rispetto. Dividersi non è mai un problema in sé: al massimo si discute, si litiga, a volte ci si convince persino l’un l’altro … Poi però ogni anno arriva il 25 aprile, la...

Ma che storia ...!

  Come si può prendere sul serio un improbabile (ma in carica!)  leader  politico che mostra sempre e solo una faccia truce, incazzata con l’universo mondo, e contemporaneamente indossa sul ciuffo cotonato, in ogni occasione, un ridicolo cappellino rosso con la scritta MAGA, che lo fa apparire come un bambino non troppo intelligente a cui hanno appena sottratto la girandolina colorata? Questa domanda perseguiterà gli storici, se mai ce ne saranno ancora, dei prossimi decenni, o forse secoli. Certo, la Storia ha precedenti illustri, dalla mano sulla pancia di Napoleone al mascellone del Duce, o i baffetti di Hitler, o i baffoni di Stalin, simboli astrusi di potenza e di autorità (non autorevolezza, che è un’altra cosa …). Resta purtroppo costante l’incapacità delle genti di scoppiare a ridere di fronte a tali segni di evidente megalomania, egotismo, poca saldezza morale. La reazione più indicata sarebbe il famosissimo invito di Totò:  “Ma mi faccia il piacere …!” Inve...

La nuova Europa

  Non passa giorno senza che il padrone di Washington (definirlo  “rappresentante democratico degli Stati Uniti d’America”  pare francamente fuori luogo) non dia prova di ulteriore distacco dal buon senso comune. Come per Orlando, forse il senno di Trump è stato caricato su Artemis II e portato sulla Luna. Chissà se mai un Astolfo potrà recuperarlo e riportarlo indietro … magari in una delle prossime missioni. Nel frattempo, qui sul pianeta Terra siamo costretti a fare i conti con una delle più folli avventure dell’era moderna. C’è uno che per avidità, per egolatria, per megalomania, si è lanciato, tra le altre tante bizzarrie, in una impresa senza capo né coda, dalla quale ora non riesce più ad uscire, e quindi sbraita e impreca contro chiunque non lo tiri fuori dai pasticci. È del tutto evidente che nessuno del suo  entourage  (dove non pare che la saggezza sia di casa) abbia né voglia né capacità di ricondurlo a più miti consigli. Anzi, fanno a gara a chi spa...

La fogna d'oro

  L’agghiacciante episodio del tredicenne che accoltella in una scuola media la prof di francese ha giustamente provocato un’ondata di sdegno, di raccapriccio, un fiume di commenti; il tutto per qualche giorno. Passati i quali, siamo tornati a preoccuparci per la guerra nel Golfo, per il Medio Oriente, per le bollette, per la situazione politica, sempre più ingarbugliata e senza sbocchi chiari per tutti gli schieramenti. Così va il nostro mondo: succede qualcosa di terribile, si alza l’attenzione dell’opinione pubblica che  “si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità” . Nel frattempo, il mondo ci è ormai da tempo cambiato sotto i piedi e noi continuiamo a fare finta di nulla.  Business as usual  … L’hanno detto in tanti che lo  smartphone , con il corredo di infinite possibilità che si porta dentro, è stato ed è una rivoluzione. Vero, ma quanto grande? Quanto importante? Quanto impattante sulle nostre vite? Si fa presto a rispondere ...

E adesso?

  Settimana movimentata nel  “bel paese là dove ‘l sì suona” , ma dove il NO vince. Il mondo è in un tornante molto stretto: da una parte le bufale di un Trump sempre meno sopportabile e sempre più imprevedibile ( “Ho vinto io!”  – urla, e intanto fa soldi a palate con un  insider trading  ormai istituzionalizzato …) e dall’altra la propaganda di una dittatura teocratica, sempre più lugubre ed orribile, ma purtroppo ancora molto vitale. Nel frattempo, qui da noi ben 15 milioni di persone si sono recate alle urne, baldanzose o meno (poco importa!), per manifestare al Governo il malcontento, la sfiducia, il disagio, anche la rabbia, la preoccupazione, … dopo tre anni e mezzo di anestesia abilmente somministrata dal regime Meloni, con la quasi indifferenza dell’opposizione. Il quesito è rimasto molto sullo sfondo … Altri 13 milioni sono andati a votare SÌ, con motivazioni molto, troppo, diverse, una popolazione molto eterogenea e con tanti dubbi. La destra ha gioca...

I soliti "happy few"

  Io non so se tutti quelli che si avviano festosi, speranzosi e baldanzosi a votare NO, domenica prossima, con in mano  “la Costituzione più bella del mondo” , l’occhio ispirato e la coscienza monda da ogni dubbio, certi di compiere un atto salvifico per le sorti della nostra disgraziata democrazia, si rendono conto della responsabilità che si stanno caricando sulle spalle. E che sarà mai …?,  direte voi,  è il bello della democrazia …! Certo. Il problema è che, come ben sappiamo tutti, la stragrande maggioranza dei milioni di cittadini, persone non immerse nella politica come chi scrive e segue questo  blog , non risponderà alla domanda sulla scheda, peraltro scritta in un italiano francamente impenetrabile, che comunque fa riferimento ad una riforma costituzionale specifica, riguardante l’organizzazione ed il funzionamento dell’ordine giudiziario, ma risponderanno alla domanda che l’abile propaganda dei due schieramenti ha esplicitamente riformulato. Meloni S...