Quando si dice che una cosa è “divisiva” , è sempre opportuno avere ben chiaro cosa sta da una parte e cosa sta dall’altra della divisione. Sembra banale, ma spesso il termine “divisivo” assume una connotazione esclusivamente negativa, qualcosa da rigettare a tutti i costi. Ma quando mai ...! Noi siamo tutti divisi, sempre divisi, perché, deo gratias , siamo individui tutti diversi. Talvolta ci accomunano interessi, passioni, analisi, caratteri, gusti, ma spesso quegli stessi ci dividono e ci distinguono. Dov’è il problema? Si può tifare Juve oppure Toro, ma tra persone civili ci si divide senza odiarsi, senza ferirsi, se non con la satira. Si può essere onnivori o vegani, riformisti o massimalisti, laici o credenti, freudiani o junghiani, cittadini o campagnoli, ma sempre con il reciproco rispetto. Dividersi non è mai un problema in sé: al massimo si discute, si litiga, a volte ci si convince persino l’un l’altro … Poi però ogni anno arriva il 25 aprile, la...
Come si può prendere sul serio un improbabile (ma in carica!) leader politico che mostra sempre e solo una faccia truce, incazzata con l’universo mondo, e contemporaneamente indossa sul ciuffo cotonato, in ogni occasione, un ridicolo cappellino rosso con la scritta MAGA, che lo fa apparire come un bambino non troppo intelligente a cui hanno appena sottratto la girandolina colorata? Questa domanda perseguiterà gli storici, se mai ce ne saranno ancora, dei prossimi decenni, o forse secoli. Certo, la Storia ha precedenti illustri, dalla mano sulla pancia di Napoleone al mascellone del Duce, o i baffetti di Hitler, o i baffoni di Stalin, simboli astrusi di potenza e di autorità (non autorevolezza, che è un’altra cosa …). Resta purtroppo costante l’incapacità delle genti di scoppiare a ridere di fronte a tali segni di evidente megalomania, egotismo, poca saldezza morale. La reazione più indicata sarebbe il famosissimo invito di Totò: “Ma mi faccia il piacere …!” Inve...