L’agghiacciante episodio del tredicenne che accoltella in una scuola media la prof di francese ha giustamente provocato un’ondata di sdegno, di raccapriccio, un fiume di commenti; il tutto per qualche giorno. Passati i quali, siamo tornati a preoccuparci per la guerra nel Golfo, per il Medio Oriente, per le bollette, per la situazione politica, sempre più ingarbugliata e senza sbocchi chiari per tutti gli schieramenti. Così va il nostro mondo: succede qualcosa di terribile, si alza l’attenzione dell’opinione pubblica che “si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità” . Nel frattempo, il mondo ci è ormai da tempo cambiato sotto i piedi e noi continuiamo a fare finta di nulla. Business as usual … L’hanno detto in tanti che lo smartphone , con il corredo di infinite possibilità che si porta dentro, è stato ed è una rivoluzione. Vero, ma quanto grande? Quanto importante? Quanto impattante sulle nostre vite? Si fa presto a rispondere ...
Settimana movimentata nel “bel paese là dove ‘l sì suona” , ma dove il NO vince. Il mondo è in un tornante molto stretto: da una parte le bufale di un Trump sempre meno sopportabile e sempre più imprevedibile ( “Ho vinto io!” – urla, e intanto fa soldi a palate con un insider trading ormai istituzionalizzato …) e dall’altra la propaganda di una dittatura teocratica, sempre più lugubre ed orribile, ma purtroppo ancora molto vitale. Nel frattempo, qui da noi ben 15 milioni di persone si sono recate alle urne, baldanzose o meno (poco importa!), per manifestare al Governo il malcontento, la sfiducia, il disagio, anche la rabbia, la preoccupazione, … dopo tre anni e mezzo di anestesia abilmente somministrata dal regime Meloni, con la quasi indifferenza dell’opposizione. Il quesito è rimasto molto sullo sfondo … Altri 13 milioni sono andati a votare SÌ, con motivazioni molto, troppo, diverse, una popolazione molto eterogenea e con tanti dubbi. La destra ha gioca...