Era quasi Pasqua (4 aprile) quando per l’ennesima volta provai a sollevare su questo blog l’annosissimo tema della regolamentazione della rete, ed in particolare dell’ abolizione dell’anonimato . Feci considerazioni, formulai allarmi, avanzai proposte specifiche, come d’altronde avevo già fatto decine di volte in precedenza, senza successo alcuno: non voglio annoiarvi ripetendomi, rinvio quindi a quanto scritto allora ( La fogna d'oro ) con dovizia di argomenti, che mantengono tutti la loro tragica attualità. Chi ha voglia e cinque minuti di tempo può rinfrescarsi la memoria … Non ho mai smesso di insistere, in varie forme, anche ai limiti dello stalking , in ogni sede, non ottenendo alcun risultato apprezzabile. Qualcuno dirà: ma allora sei proprio fissato! Se non gliene frega niente a nessuno, ci sarà un motivo … evidentemente il tema non è così rilevante! Mi dispiace, sarò pure fissato, ma devo insistere ancora: si sta commettendo un tragico errore ed il gran parlare che si sta...
Non dovremmo mai dimenticare che all’inizio, intorno al 2014-15, quando Donald Trump si affacciò sulla scena politica americana, tutti i democratici di buon senso fecero spallucce e sorrisetti di sufficienza, considerandolo poco più che un fenomeno folkloristico, uno stravagante immobiliarista viziato, volgare, arricchito, pluri-fallito, poi riarricchito in modi avventurosi, una storia quasi hollywoodiana (infatti, poi ci fecero davvero un film, che peraltro consiglio a tutti di vedere: The apprentice – 2024). Più si raccontavano le sue mattane, le sue posizioni estreme e paradossali, i suoi eccessi in ogni campo, compreso quello sessuale, più noi democratici, scafati ed avvezzi ad ogni bizzarria politica, continuavamo con spallucce e sorrisetti. Si candidò e tutti a dire che in America si candida chiunque e che mai e poi mai uno così sarebbe arrivato in cima. Continuammo a lungo, fino a quell’8 di novembre 2016, quando si cominciarono a contare i voti espressi dai cittadini am...