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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

La vita è bella!

  Come ogni anno da vent’anni, il 27 gennaio si è celebrato il Giorno della Memoria per le vittime dell’Olocausto. Come ogni anno, quello è il giorno in cui tutti (quasi tutti, perché qualche esibizionista incontinente con la svastica lo si trova sempre …) diventano antinazisti, solidali con le vittime, sensibili al dolore, …, anche se con evidenti diversi livelli di partecipazione, di rappresentatività, di sincerità, ed anche di retorica. Quest’anno perfino Meloni si è spinta un po’ più in là nei giudizi, riconoscendo  “la complicità del regime fascista”  nel più grande crimine della storia dell’umanità. È già tanto … Da domani ricominceranno i distinguo, le sottigliezze, le puntualizzazioni, per non parlare delle assurde vergogne ideologiche denunciate da Liliana Segre (come l’equiparazione dei nazisti di ieri con gli israeliani di oggi), fino al prossimo anno. Nel frattempo, l’antisemitismo resiste nella testa e nella cultura di tanti, si confonde con l’antisionismo, c...

La (ri)costruzione di un amore

  La prendo un po’ larga, ma prometto di arrivare subito al punto. Dalla fine del Settecento in avanti (Rivoluzioni Americana e Francese) i popoli occidentali hanno per due secoli abbondanti sgobbato, sudato, lottato, anche ucciso, si sono sacrificati fino all’estremo, per instaurare, sviluppare, proteggere, migliorare il sistema democratico, lo Stato di diritto, affermare i principi di libertà, uguaglianza e solidarietà. Hanno modellato le società moderne, difendendole dagli attacchi violentissimi che nel frattempo venivano sferrati dalla Reazione. Lotte crudeli, feroci, sanguinarie, al limite del concepibile: ma per ben oltre due secoli l’onda democratica ha prevalso prima sull’Ancien Regime, poi sul fascismo, sul nazismo, sullo stalinismo, facendo sì che il mondo occidentale raggiungesse vette di sviluppo e benessere mai raggiunte prima. Intere popolazioni spingevano, anelavano alla libertà personale, alla libertà economica, al  welfare , alla pace sociale ed internazionale...

La posta in gioco

  Tutte le comunità sociali hanno bisogno di regole, di norme di comportamento, di prescrizioni, insomma di leggi, che tutelino i componenti della società (un tempo sudditi, non tutti uguali, ora cittadini, tutti uguali di fronte alla legge) da prevaricatori, violenti, furbastri, truffatori, spregiudicati, delinquenti, persone che agiscono seguendo il proprio interesse personale, a scapito di altri soggetti, o della comunità. Da che mondo è mondo, dal tempo di Hammurabi e per circa 4.000 anni, ogni società si è dotata di un sistema, prima rudimentale, poi via via sempre più raffinato, di amministrazione della giustizia. Un sistema che avesse il potere di accertare e poi giudicare ed eventualmente punire atti contrari alla civile convivenza, stabilendo torti e ragioni, comminando assoluzioni e pene. L’essere umano, si sa, è di natura litigioso ed egoista, molto spesso è aggressivo e tende a prevaricare il prossimo; si creano quindi infinite occasioni di attrito, di scontro, di confl...

C'è chi dice NO ...

  Da qualche giorno nelle piazze e nelle stazioni campeggia un manifesto gigante che invita i cittadini a votare NO al prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Vabbè, direte voi, siamo ormai in piena campagna referendaria (pare si voti a marzo) ed è normale che le parti in causa si mobilitino per orientare l’opinione pubblica. Anche i sostenitori del SÌ promuoveranno simili iniziative … SÌ o NO: il quesito richiede una risposta semplice e tranchant su una riforma approvata dal Parlamento ed ora sottoposta, secondo le procedure costituzionali, al vaglio dei cittadini. Per quanto si possa dubitare sull’opportunità di chiedere ai cittadini tutti una decisione su un tema su cui neanche gli specialisti hanno parere concorde, anzi …, la Costituzione lo richiede e così sia. Bisognerebbe però attenersi al tema e non parlare d’altro. Il manifesto in questione infatti contiene informazioni e suggestioni talmente fasulle e mistificatorie da trasformarlo in una buf...

Buon anno?

  Buon anno a tutti, ma non comincia bene…! Sabato scorso ci siamo svegliati con la notizia del  blitz  di Trump contro Maduro. Un feroce dittatore era stato rimosso, con metodi non proprio diplomatici, ma con una incursione dai contorni ancora misteriosi, condotta dentro casa del Presidente venezuelano. La notizia poteva anche essere salutata con sollievo e soddisfazione, visto che Maduro era un Presidente abusivo, eletto con elezioni farsa, succeduto all’altro autocrate Hugo Chavez, al potere fino al 2013. Ma, a pensarci bene, la caduta di un dittatore è solo una mezza buona notizia, perché tutto dipende da cosa succede  dopo  la caduta. La storia è piena di esempi poco edificanti: l’eliminazione di Gheddafi in Libia nel 2011 ha aperto un periodo di altissima turbolenza che dura tuttora, quella di Saddam Hussein in Iraq nel 2006 ha spalancato le porte all’Isis ed al terrorismo fondamentalista islamico, la deposizione di Assad in Siria ha lasciato il Paese in m...