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C'è chi dice NO ...

  Da qualche giorno nelle piazze e nelle stazioni campeggia un manifesto gigante che invita i cittadini a votare NO al prossimo referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Vabbè, direte voi, siamo ormai in piena campagna referendaria (pare si voti a marzo) ed è normale che le parti in causa si mobilitino per orientare l’opinione pubblica. Anche i sostenitori del SÌ promuoveranno simili iniziative … SÌ o NO: il quesito richiede una risposta semplice e tranchant su una riforma approvata dal Parlamento ed ora sottoposta, secondo le procedure costituzionali, al vaglio dei cittadini. Per quanto si possa dubitare sull’opportunità di chiedere ai cittadini tutti una decisione su un tema su cui neanche gli specialisti hanno parere concorde, anzi …, la Costituzione lo richiede e così sia. Bisognerebbe però attenersi al tema e non parlare d’altro. Il manifesto in questione infatti contiene informazioni e suggestioni talmente fasulle e mistificatorie da trasformarlo in una buf...
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Buon anno?

  Buon anno a tutti, ma non comincia bene…! Sabato scorso ci siamo svegliati con la notizia del  blitz  di Trump contro Maduro. Un feroce dittatore era stato rimosso, con metodi non proprio diplomatici, ma con una incursione dai contorni ancora misteriosi, condotta dentro casa del Presidente venezuelano. La notizia poteva anche essere salutata con sollievo e soddisfazione, visto che Maduro era un Presidente abusivo, eletto con elezioni farsa, succeduto all’altro autocrate Hugo Chavez, al potere fino al 2013. Ma, a pensarci bene, la caduta di un dittatore è solo una mezza buona notizia, perché tutto dipende da cosa succede  dopo  la caduta. La storia è piena di esempi poco edificanti: l’eliminazione di Gheddafi in Libia nel 2011 ha aperto un periodo di altissima turbolenza che dura tuttora, quella di Saddam Hussein in Iraq nel 2006 ha spalancato le porte all’Isis ed al terrorismo fondamentalista islamico, la deposizione di Assad in Siria ha lasciato il Paese in m...

L'anno che verrà

  L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità. (L. Dalla, 1979) Che ad ogni anno ne segua un altro è sicuro: è così da qualche miliardo di anni (circa 14, dall’ultimo  Big Bang ) e non c’è Trump, Putin, o persino la nostra irrilevante Meloni, che tenga. Il problema è se quelli che non li “gradiscono” si stiano preparando o meno a fare qualcosa. ( Do something , disse Mario Draghi qualche tempo fa, e Draghi è uomo d’onore, soprattutto non parla a vanvera …) Servirebbe una “novità”, appunto. Le leggi della fisica sono implacabili:  un corpo mantiene il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, fino a quando una forza perturbatrice non ne muti lo stato . Dov’è, se c’è, questa forza perturbatrice? E quanto, e come, dovrebbe perturbare l’attuale stato? L’America, intesa come USA, comincia a borbottare: il potere salvifico di Trump, a cui molti hanno creduto anche in buona fede, comincia a vacillare. Le guerre, che dovevano fi...

Chi minaccia chi?

  Non se ne può proprio più di questa favola secondo la quale la NATO avrebbe provocato per anni la povera e pacifica Russia, che quindi avrebbe sentito il dovere di reagire, invadendo a destra e a manca territori non suoi, con la scusa che lì c’era qualcuno che parlava russo. E noi, invadiamo il Canton Ticino? Lugano libera …! O gli austriaci invadono il Sud Tirolo e si riprendono Sinner? Per carità, la propaganda non va per il sottile, è spesso grossolana, tarocca, pensata per gente poco attrezzata intellettualmente e quindi disposta a bersi tutto, purché venga declamato con la dovuta enfasi ed il giusto ghigno. Tutti i  talk show  sono pieni di cosiddetti esperti che pontificano in tal senso. Ma almeno un filo di logica dovrebbe venire in aiuto … Abbiamo vissuto oltre quarant’anni di guerra fredda, con la cosiddetta  “cortina di ferro”  che separava l’Occidente liberaldemocratico dall’impero sovietico. Il confine spaccava l’Europa: la NATO di qua, il Patto di...

Cambiare musica ...

Sull’opportunità, o meglio necessità, che l’opposizione a Meloni e soci si presenti unita alle prossime elezioni c’è poco da discutere. Le alternative sono poco più che pura accademia, aria fritta, astruse teorie senza alcun supporto sperimentale. Con leggi elettorali come quella che abbiamo, o che si prospettano, qualsiasi ipotesi di terzo polo “indipendente” rischia di essere solo una bubola pericolosa, che però potrebbe illudere più d’un elettore, portando di sicuro tutta l’opposizione, ancora una volta divisa, ad una inevitabile e sonora disfatta. Credetemi, è aritmetica elementare: non servono i logaritmi o il calcolo differenziale. Ciò detto, c’è modo e modo di costruire un’alternativa che abbia la concreta possibilità di vincere. Ora stiamo seguendo una via a mio avviso destinata al fallimento. Il problema, inutile girarci intorno, sono i cinquestelle: il trasformismo sfuggente del loro leader Conte non promette nulla di buono, anzi sembra destinato ad indebolire o finanche a sa...

Di quale Dio abbiamo bisogno?

  Le religioni in fondo sono tutte uguali. Rispondono tutte allo stesso senso di trascendenza, di immaterialità, di spiritualità, che è innato nella mente di ognuno di noi, chi più, chi meno. Tutti noi, anche se atei o agnostici, da che mondo è mondo viviamo il mistero di ciò che riusciamo a concepire con la mente, ma di cui non abbiamo e non possiamo avere esperienza diretta. L’infinito, infinitamente grande o infinitamente piccolo che sia, è un concetto matematicamente definito, ma nessuno di noi ha esperienza diretta di qualcosa che non ha un inizio e una fine. L’aldilà, lo possiamo concepire ma non verificare con i sensi: possiamo anche essere convinti che non esista, ma certamente ne portiamo dentro l’idea, con la quale facciamo i conti ogni qualvolta sperimentiamo l’indubbia esistenza della morte e la domanda (persino la curiosità…) sul “dopo”. Il pensiero, che è lo strumento base della nostra vita di umani, è fatto di neuroni e sinapsi, di chimica ed elettricità, ma è impalp...

Il Nuovo Mondo e la Vecchia Europa

Come tutti sanno, l’America fu scoperta nel 1492, quindi nel 2026 saranno 534 anni. Gli Stati Uniti d’America festeggeranno, sempre l’anno prossimo, i 250 anni dalla loro fondazione, avvenuta nel 1776. Per quasi 300 anni tra quelle due date l’America, nord, centro e sud, è stata terra di conquista coloniale per gli Stati, o meglio per gli Imperi europei, i quali dalla scoperta di Colombo avevano ottenuto un insperato, inatteso e formidabile impulso di crescita. Nel Cinquecento l’Europa tutta era ridotta in condizioni pietose: guerre sanguinose, carestie, epidemie, scarsità di risorse, inquinamento (sì, inquinamento: il Tamigi era una fogna avvelenata dalle tintorie dell’industria tessile …), povertà estrema, instabilità, insomma una civiltà allo stremo delle forze. Mentre fiorivano l’umanesimo ed il Rinascimento (in Italia), il continente era sull’orlo del collasso. Il viaggio di Colombo, con quel che seguì, fu come se in una famiglia ridotta in sfacelo, ad un certo punto si buttasse g...

La legge del bosco

La vicenda della famiglia che vive nei boschi d’Abruzzo è improvvidamente assurta all’onore delle prime pagine per motivi squisitamente contingenti, evocati da parte di una maggioranza di governo disperatamente alla ricerca di diversivi dalla misera Finanziaria e dalle non esaltanti prestazioni elettorali. Essa ha comunque portato in primo piano alcuni aspetti fondamentali del nostro vivere in società e non è quindi inutile approfittare per ragionare sui vincoli che il vivere in comune pone a tutti i cittadini. La vita in una società organizzata è ed è sempre stata regolata da un numero molto grande di divieti, di norme comportamentali, di usi e tradizioni, di convenzioni tacitamente accettate da tutti. Non potrebbe essere altrimenti … Dei tre principi fondamentali alla base degli Stati moderni, libertà, uguaglianza e solidarietà, il primo è quello più soggetto a vincoli e restrizioni di ogni genere. La vita in una comunità, per quanto slabbrata essa possa essere diventata nel tempo, c...

Referendum: per cosa voteremo?

  Lo spiacevole, ma anche goffo, spettacolo dell’implacabile PM Nicola Gratteri che, in diretta televisiva, declama un’intervista, poi rivelatasi falsa, in cui Giovanni Falcone avrebbe condannato la separazione delle carriere, ci conferma che la campagna elettorale per il prossimo referendum sarà un vero e proprio inferno per tutti quelli che ancora si illudono di poter parlare e trattare la politica come una cosa da adulti senzienti e non come il tifo calcistico che contrappone le curve degli stadi. Direte voi: ma ormai che differenza c’è? Nella nostra società mediatica, schiava dei social, è tutto così: è quasi impossibile ragionare con la testa e non con la pancia, stare ai fatti, argomentare con logica posizioni anche divergenti, confrontarle, cercare, ove possibile, convergenze, mediazioni, approfondimenti, tutte quelle cose noiosissime che usavano fare gli adulti (parlo di testa, non di età anagrafica …) di una volta. Tutte cose che sono invece aborrite da chi preferisce sven...