La prendo un po’ larga, ma prometto di arrivare subito al punto. Dalla fine del Settecento in avanti (Rivoluzioni Americana e Francese) i popoli occidentali hanno per due secoli abbondanti sgobbato, sudato, lottato, anche ucciso, si sono sacrificati fino all’estremo, per instaurare, sviluppare, proteggere, migliorare il sistema democratico, lo Stato di diritto, affermare i principi di libertà, uguaglianza e solidarietà. Hanno modellato le società moderne, difendendole dagli attacchi violentissimi che nel frattempo venivano sferrati dalla Reazione. Lotte crudeli, feroci, sanguinarie, al limite del concepibile: ma per ben oltre due secoli l’onda democratica ha prevalso prima sull’Ancien Regime, poi sul fascismo, sul nazismo, sullo stalinismo, facendo sì che il mondo occidentale raggiungesse vette di sviluppo e benessere mai raggiunte prima. Intere popolazioni spingevano, anelavano alla libertà personale, alla libertà economica, al welfare , alla pace sociale ed internazionale...
Tutte le comunità sociali hanno bisogno di regole, di norme di comportamento, di prescrizioni, insomma di leggi, che tutelino i componenti della società (un tempo sudditi, non tutti uguali, ora cittadini, tutti uguali di fronte alla legge) da prevaricatori, violenti, furbastri, truffatori, spregiudicati, delinquenti, persone che agiscono seguendo il proprio interesse personale, a scapito di altri soggetti, o della comunità. Da che mondo è mondo, dal tempo di Hammurabi e per circa 4.000 anni, ogni società si è dotata di un sistema, prima rudimentale, poi via via sempre più raffinato, di amministrazione della giustizia. Un sistema che avesse il potere di accertare e poi giudicare ed eventualmente punire atti contrari alla civile convivenza, stabilendo torti e ragioni, comminando assoluzioni e pene. L’essere umano, si sa, è di natura litigioso ed egoista, molto spesso è aggressivo e tende a prevaricare il prossimo; si creano quindi infinite occasioni di attrito, di scontro, di confl...