Cari compagni ed amici del NO, permettetemi qualche osservazione assolutamente non polemica su questa bizzarra e, a dire il vero, molto poco gradevole campagna referendaria. Occupandomi di politica da quasi sessant’anni, ovviamente ho visto di tutto, e di nulla mi dovrei più stupire. Malgrado ciò, il disagio che provo in questo frangente ha pochi uguali: l’ultimo in ordine di tempo ed il primo per importanza è relativo alla disastrosa (per tutti) campagna del 2016, ancora su un referendum costituzionale: una sinistra che sconfigge sé stessa, alleandosi con la destra e convincendosi di avere compiuto un gesto di alta responsabilità democratica. Una sinistra che vota per sei volte la riforma in Parlamento, per poi affossarla nelle urne del referendum … Sappiamo tutti com’è andata, lo champagne stappato ed altre amenità, anche se sull’analisi di quel voto ci siamo sempre rifiutati di riflettere spassionatamente e soprattutto onestamente. Per qualcuno resta un fulgido esempio di resistenza democratica, per qualcun altro una macchia indelebile nella storia del riformismo, un altrettanto fulgido esempio di “tafazzismo” (masochismo politico): bassa politica, molto più che patriottici sentimenti costituzionali. L’anno scorso, il referendum sul jobs act ha offerto un’altra variante del suddetto fenomeno autolesionistico: promuovere un referendum contro sé stessi, quelli che avevano approvato quella stessa legge, costringersi all’abiura, avviandosi impavidi, petto in fuori, verso l’inevitabile e dolorosa sconfitta, per la gioia dell’arruffapopolo Landini e la disperazione di tutti gli adulti di sinistra, o di centrosinistra. Spesso la Storia non è Maestra di niente, mi pare evidente ... Ora stiamo assistendo ad un altro tipo di psicodramma: la lotta (la resistenza …) contro una riforma per anni auspicata da politici e giuristi di sinistra e messa nei programmi, ma ora esecrata e bollata come autoritaria e pericolosa, essendo proposta dagli avversari. In questa nuova variante di “tafazzismo”, a me pare che, nella foga di scaricare sulla maggioranza ogni possibile intenzione nefasta nonché le terribili conseguenze, dall'avvento della dittatura alla frana di Niscemi, i sostenitori del NO stiano infilando tutto ed il contrario di tutto in un calderone confuso e poco logico, sorretto solo da processi alle intenzioni e non da dati di fatto concreti. Nessuno sta sul merito e sul testo scritto della riforma, si preferisce paventare rischi, intenzioni malevole, disastri, ipotesi, senza alcun aggancio alla realtà. Per esempio, e potrei farne tantissimi, alla domanda su come la riforma permetterebbe l’assoggettamento dei magistrati alla politica, nessuno risponde illustrando gli strumenti legislativi connessi, ma si preferisce buttarla su non dimostrabili intenzioni espresse da questo o da quell’esponente della maggioranza. Ma le leggi non sono chiacchiere al vento … E poi, una lunga teoria di famosissimi maître à penser, esponenti della società civile che si espongono a figure a volte davvero patetiche, pur di partecipare al rito collettivo dell’esecrazione, malgrado la loro evidente incompetenza. Oltre a cantanti, attori, conduttori, tuttologi o finti esperti, buoni per tutte le stagioni, persino un autentico premio Nobel (ma per la Fisica, non per la giurisprudenza …) come Giorgio Parisi si presta ad un imbarazzante intervento in stile TikTok, nel quale mette in parallelo il previsto sorteggio dei magistrati per il CSM con un ipotetico e assurdo sorteggio per l’assegnazione dei Nobel! È triste vedere un luminare della scienza mondiale abbassarsi a tanta paradossale mistificazione ideologica, senza paura di rendersi ridicolo. C’è bisogno di far notare all'esimio professore cha la nomina al CSM non è un premio alla carriera ed alle ricerche effettuate, ma un incarico connaturato al mestiere di magistrato, mestiere al quale tutti i magistrati sono abilitati per definizione? E che, se mai finisci sotto processo, l’assegnazione del giudice è fuori dal tuo controllo e quindi il magistrato che ti capita è del tutto casuale? E che l’eventuale giuria popolare è scelta per sorteggio? E che, se per caso il Presidente della Repubblica fosse sottoposto ad impeachment, parte dei giudici sarebbe sorteggiata? Ma chi si preoccupa di andare nel dettaglio? L’importante è dare suggestioni, creare allarme, spargere panico e richiedere adesione ideologica. E chissenefrega del merito! Un solo argomento sarebbe logico usare, cari compagni ed amici del NO, uno solo. Con chiarezza ed onestà intellettuale. Non importa nulla del merito della riforma, che non è affatto diabolica, ma è perfettamente coerente con la storia e con il resto della Costituzione; importa solo l’opportunità di assestare un colpo politico alla maggioranza. Tutto lì. Chiaro ed onesto, perfino comprensibile. E, en passant, del tutto in linea con la posizione tenuta dai sostenitori del NO nel 2016: ovvero assestare un colpo al pericoloso riformista Matteo Renzi, che si era permesso di provare ad attuare cose di cui fino ad allora si era solo (e tanto) chiacchierato nei salotti e quindi, come dicono a Roma, si stava allargando un po’ troppo … Detto e fatto. Se poi fosse davvero questa l’opzione più favorevole per il Paese, non è dato saperlo. Cosa fatta capo ha. E allora andiamoci a contare per l’ennesima volta, incuranti del bene del Paese e vogliosi solo di dimostrare la nostra capacità di interdizione. Ma poi, passato questo sciagurato referendum, saremo comunque costretti a cercare, se davvero lo vogliamo, un’alternativa a questa improponibile classe dirigente che, mentre noi continuiamo a farci del male, si sta prendendo tutto il Paese. Vincesse il NO, se ne faranno un baffo e andranno avanti, forse solo un po' ammaccati; vincesse il SI, almeno avremo fatto una riforma utile, che bisognava fare oltre trent’anni fa, al tempo di Giuliano Vassalli. La partita vera si gioca tra un anno, non adesso. Questo è solo un antipasto, per giunta avvelenato, sul quale ci siamo avventati con molta poca saggezza. Nel frattempo, l’Associazione Nazionale Magistrati (un ente privato), fulcro della conservazione del sistema, custode della casta e delle sue correnti onnipotenti, sempre e comunque contro qualsiasi tentativo di riforma, ringrazia e tira avanti. A buon rendere …
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