Ma perché mai un omaccione di quasi ottant’anni, col ciuffo giallo e dal volto sempre imbronciato e minaccioso (non può essere naturale, ovvio che è una posa studiata allo specchio …!), - che presiede vertici istituzionali ed internazionali in giacca e cravatta, ma con un buffo cappellino rosso calzato sulla cucurbita,
- che usa un vocabolario scarno e primitivo, con voce pedante e monocorde,
- che è capace di offendere chiunque, di mancare di rispetto personale a chiunque, amico o nemico,
- che dice il più delle volte cose incongruenti, magari subito smentite o contraddette, dopo qualche minuto o qualche ora,
- che per decine di volte annuncia tremende decisioni (normalmente entro 15 giorni …) per poi traccheggiare, rinunciare, accampando scuse,
perché un siffatto figuro non suscita l’ilarità del mondo intero, il quale invece subisce le conseguenze (queste sì, tremende e tangibili) del suo sconnesso operato? Si aggiunga che lo stesso figuro sfacciatamente approfitta del suo potere per accumulare ricchezze impressionanti, in barba alle più elementari leggi della finanza e del mercato. Perché è arrivato lì? E perché ci è tornato, dopo avere anche tentato un colpo di stato? È proprio vero che il sonno della ragione genera mostri … Ma è lì, e lì rimarrà ancora per qualche tempo, tempo nel quale tutto il mondo continuerà e chiedersi cosa farà, o non farà, o minaccerà, o prometterà, sempre senza alcun obbligo di coerenza. L’uomo è talmente improbabile da sembrare finto: purtroppo non lo è, è invece costruito con cura, e comunque non suscita alcuna ilarità tra gli umani del XXI secolo. D’altronde, altrettanto buffo ed improbabile era Mussolini con il mascellone e la crapa pelata, o Hitler coi suoi buffi baffetti e il ciuffo, e anche Stalin coi suoi baffoni, … Tutti pericolosissimi despoti che, malgrado la loro evidente ridicolaggine, hanno provocato decine e decine di milioni di morti, distruzioni, genocidi (quelli veri …!). Mentre il mondo li ha guardati operare, senza scoppiare a ridere. Anzi, subendo il loro fascino perverso. Qual era e qual è il livello medio di comprensione dei fenomeni degli umani terrestri? Dormono tutti (il sonno della ragione …), sono drogati, sono instupiditi dalla propaganda, dai social, dall’informazione di massa? A questo punto qualcuno potrebbe obbiettare: “Ma tu chi credi di essere per trinciare questi giudizi apodittici? Se la gente non ride e li prende sul serio, forse hanno ragione loro …” Anni fa si diceva: “Mangiate merda! Miliardi di mosche non possono avere sbagliato per millenni …!” Già, le mosche … ma noi siamo così? “Fatti non foste a viver come bruti …”, anche padre Dante si era posto il problema, settecento anni fa. Aveva pagato di persona la scelta, scoprendo “quanto sa di sale lo pane altrui …”. Non illudiamoci. Si paga di persona, sempre. E il prezzo della libertà di giudizio è molto salato. Noi siamo fortunati a non rischiare la pelle: in tanti invece si sono sacrificati, poveri pazzi! Noi preferiamo baloccarci con leggi elettorali, coalizioni, primarie, finti programmi che nessuno ha il coraggio nemmeno di scrivere, perché sarebbero fonte di conflitto con chissà quanti e quali interessi. Dobbiamo continuare a lungo a fare finta di nulla e prendere sul serio persone che non meritano alcuna attenzione, che dovrebbero soltanto essere coperte di ridicolo? Dovremmo invece trovare le parole giuste, lo spirito giusto, la voglia, l’urgenza di alzare la testa e dichiarare che questi buffoni finti altro non sono che “tigri di carta”, attaccati a un potere che gli ha conferito la nostra debolezza, la nostra irrisolutezza, la nostra paura di cambiare. Siamo al punto che, se non raddrizziamo in fretta il corso della Storia, le nostre belle società democratiche, delle quali siamo andati fieri così a lungo, si spegneranno, trasformandosi in simulacri senza alcuna base, cartonati senza spessore, slogan pubblicitari da quattro soldi. Ci sono ancora giovani pronti a difendere i principi, ma anche a declinarli in un modo nuovo, più adatto ai tempi e ai nemici che ci troviamo davanti? Ci sono persone disposte ad aprirsi e collaborare, senza richiudersi dietro steccati identitari? Ci sono organizzazioni dinamiche e spregiudicate, che si impegnino ad ottenere risultati misurabili, e non solo a raccogliere il malcontento e le frustrazioni dei cittadini depressi? Non sono sicuro che queste non siamo solo domande retoriche, anzi temo che lo siano, con risposte poco confortanti. Troppi segni negativi andiamo accumulando e troppa poca visione del futuro andiamo sviluppando. Pare quasi che vogliamo farci travolgere dal futuro, arrendendoci alle forze che lo stanno modellando, senza nemmeno provare ad interloquire, non dico a resistere ... La realtà ci sta scappando di mano, e noi rinunciamo a governarla. Nessuno arriverà a salvarci, nemmeno quegli Alleati che ci salvarono dal nazifascismo ottant’anni fa. L’anno prossimo potremmo trovarci la Francia in mano a una Le Pen o a un Melenchon. Qui da noi siamo sulla strada buona per fare un’altra frittata istituzionale, in Germania avanzano i nuovi nazisti dell’AFD, in UK sta trionfando un qualunquismo che dal disastro della BREXIT non ha imparato nulla, la Spagna è periclitante, sull’Est Europa si stende già l’ombra minacciosa dello zar Putin. Dagli USA nessun segno di riscossa: non saranno mai più quelli di una volta … L’Europa, che dovrebbe essere una superpotenza federale, non dà segni di vita e di reazione. Forse è giunto il tempo di creare una Fondazione, come quella immaginata da Isaac Asimov, che si attrezzi per difendere i principi e preparare, quando mai, un nuovo risveglio. La migliore fantascienza ha già previsto tutto, noi abbiamo letto e fatto finta di nulla. Ora ci siamo. Serve davvero un ottimismo quasi incosciente per continuare a sperare in un mondo migliore. Ciononostante …
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