Carissimi Calenda, Marattin, Onorato, Picierno, Renzi, Ruffini, Spatafora (in rigoroso ordine alfabetico, scusandomi con tutti gli altri non nominati), spero conveniate che la situazione che stiamo vivendo sta assumendo toni paradossali. Mentre mezzo mondo brucia, mentre il Presidente del più importante Paese al mondo si comporta come un bullo da cortile, dimostrando ogni giorno equilibrio e affidabilità pari a zero, mentre l’economia mondiale è sull’orlo di una crisi che speriamo non arrivi, qui da noi, nel cosiddetto centrosinistra (in senso lato …), regna la confusione più totale. Voi in indirizzo siete solo i più in vista nell’area che dovrebbe fare da contraltare al massimalismo e al populismo della sinistra-sinistra (quella della fotografia …), ma anche al populismo e al sovranismo della destra al Governo: non siete i soli, ogni giorno se ne aggiunge qualcuno. Tutti dichiarate di essere aperti, tendenzialmente unitari, generosi, coraggiosi, pronti al dialogo, desiderosi di avviare una luminosa stagione di riforme nel Paese. Qualcuno si è già schierato ben prima delle elezioni, qualcun altro aspetta il dopo, nella speranza di un sostanziale pareggio, qualcun altro proprio non ci pensa a schierarsi, preferendo pontificare su nuovi equilibri (che non si intravvedono, neppure in lontananza …) e confidando nel solito “sol dell’avvenire”. La legge elettorale non è ancora definita, ma temo sia del tutto irrilevante perché, in ogni caso, se non si prendono tanti voti, si perde e governano gli altri. Le elezioni sono comunque alle porte e il tempo passa: in quell’area vasta manca un leader (di aspiranti, però, ce n’è sin troppi …), mancano programmi chiari e convincenti, manca una qualsiasi proposta politica capace di catalizzare quei milioni (sic!) di voti oggi in frigorifero, che non aspettano altro che trovare uno sbocco ragionevole e capace di ricacciare all’opposizione questa infausta destra e governare per un po’ di anni, facendo quello che è necessario (voi tutti sapete cosa serve al Paese, e non c’è bisogno di tanta fantasia). Quest’area mossa e variegata rappresenta una parte molto consistente del Paese ma che, polverizzata com’è, rischia di non servire a nulla. Più che sulle cose da fare, vi dividete sull’opportunità o meno di confrontarvi con la sinistra-sinistra, manco fosse un moloch minaccioso. Qualcuno non accetta esami da parte di chicchessia, ed ha ragione. Siamo noi che dovremmo fare esami di riformismo ai nostri partner, non subirli! Qualcuno di voi si rende conto che, se magicamente fossimo tutti riuniti sotto uno stesso tetto, peseremmo ben più di Fratoianni, almeno quanto Conte e forse ce la giocheremmo anche col PD? Qualcuno considera quanto questa ipotetica e magica formazione potrebbe diventare attrattiva anche per la parte meno movimentista del PD, e quindi crescere ulteriormente? E più cresce più pesa, in ogni eventuale tavolo negoziale di programma. Vogliamo prendere coscienza di ciò che rappresentiamo o preferiamo guardarci in cagnesco, evitando promiscuità e sperando ognuno di fare le scarpe agli altri? Se davvero aveste tutti a cuore il superamento di questa infausta fase politica, non sarebbe il caso di dare un segno, forte e visibile, di questa volontà? Far capire a tutti che ci siete, che ci siamo, e che si può contare su di noi? Non è che non veda i problemi … Ma possibile che non si possa fare uno sforzo eccezionale per coordinarsi e cominciare a pesare veramente, in qualsiasi tavolo? Qui nessuno prende un’iniziativa dirompente, nessuno butta il cuore oltre l’ostacolo, e intanto il tempo passa … Non ho soluzioni in tasca, ma un’idea mi sento di buttarla lì. Convocate, tutti insieme, una Convention Riformista, all’americana, tanta gente, tante sigle, discorsi, canti e balli, ma un unico obbiettivo: far vedere quanti siamo e marcare la differenza da chi eventualmente decidesse di restare fuori, rendendosi oggettivamente funzionale alla vittoria della destra. E se qualcuno prende in considerazione l’ipotesi di aprire un canale con Meloni e soci, meglio che faccia subito outing, in modo che sia chiaro a tutti e ci si possa dare una regolata … A chi vuol fare da solo, auguri! E che non diventi onanismo politico … Non servono primarie, potenzialmente divisive, serve una festa di popolo per testimoniare l’esistenza in vita di questa area politica, di questo sogno. Un'altra idea, certamente scomoda e non richiesta: affittate un capiente pulmino e dirigetevi verso Città della Pieve (PG), dove troverete il migliore e più autorevole italiano su piazza, che potrebbe, lui sì, dare una mano a coordinare un gruppo così difficile da gestire. Un bravo capo-comitiva … Qualcuno storce il naso? Beh, allora immaginate un confronto in TV con la leader del campo opposto e convincetevi che non si vince lasciando i fuoriclasse in tribuna (ammesso che si voglia davvero provare a vincere …). Non perdetevi nelle beghe quotidiane, alzate lo sguardo e mirate lontano. La scelta del leader (che poi di questo si tratta) non può bloccare il rinnovamento del Paese … e sui contenuti si discuta, come si è sempre fatto in politica. Cari Calenda, Marattin, Onorato, Picierno, Renzi, Ruffini, Spatafora (sempre in rigoroso ordine alfabetico), il Paese aspetta un evento, aspetta un segno, aspetta una speranza, ed è arcistufo di ascoltare ogni giorno solo le mille, spesso capziose, motivazioni contrarie. Ci sono almeno altrettante e forti motivazioni che spingono invece a darsi da fare. Ora, tirate un bel respiro e buttatevi: ci sono tanti milioni di italiani che vi accoglieranno a braccia aperte. Ci conto …! Ernesto Trotta - Torino
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