Si stenta a crederci, ma è così. Ad agosto del 2026, dopo oltre trent’anni dall’inizio di questa follia collettiva, siamo ancora a commentare le sconsiderate imprese del cosiddetto popolo NOTAV! Popolo? O solo quattro gatti, ben organizzati per il sabotaggio e la guerriglia civile? Sempre pronti allo scontro fisico, ben equipaggiati e ben sostenuti da media e forze politiche troppo acquiescenti? La Val di Susa è una valle oscenamente deturpata da un’autostrada orribile e intrusiva, che corre in gran parte in piena vista a mezza costa e non in galleria, autostrada in perenne manutenzione, trafficatissima da auto e veicoli industriali, con in fondo un tunnel di 12 km, che è ultimamente stato addirittura raddoppiato (insomma, un altro buco nella montagna …!) senza che nessuno sollevasse la benché minima obiezione. Andare a vedere per credere …! Una gita fino a Bardonecchia chiarisce molte cose … La Val di Susa è attraversata anche da una piccola ferrovia in forte pendenza (servono due locomotori per salire e due per scendere …), che risale ai tempi di Camillo Benso Conte di Cavour il quale, nel lontano 1857 (non c’era neppure il Regno d’Italia, allora, ma solo il Regno di Sardegna …), decise con il Re Vittorio Emanuele II di avviare anche lo scavo del Tunnel del Frejus, proprio quello che ancora oggi collega i due versanti delle Alpi Occidentali. Quando si dice la capacità di visione prospettica dei politici veri …! Il Tunnel fu scavato con i poveri mezzi di allora (picco e pala, sostanzialmente …) in poco più di dieci anni, tutto compreso: fu inaugurato nel 1871. Per minimizzarne la lunghezza (è comunque lungo ben 13,5 km) fu scavato in alto, dove la montagna si rastrema: l’imbocco è infatti a circa 1.300 metri slm. E i treni bisogna portarceli fin lassù, a partire dai 250 metri slm del fondo valle! Oltre un chilometro di dislivello … Il Tunnel è un forellino in una montagna enorme, un forellino fatto per i treni di fine Ottocento, piccoli, corti, a vapore, ma rappresentò un grande salto in avanti per i collegamenti del tempo. Ha svolto il suo lavoro per oltre 150 anni, anni nei quali il mondo è cambiato, ma appena un cicinin… come si dice in zona. Cavour non lo vide finito, il Re sì, e probabilmente lo usò pure … Che c’è di strano a voler sostituire un’opera di un secolo e mezzo fa con un’opera moderna, costruita secondo i canoni in uso in tutto il mondo civilizzato, adatta ai mezzi ed al traffico del terzo millennio? Un’opera che non scali le montagne, ma le trapassi a livello della valle, con un tunnel ampio e piano, adatto a treni di grande capacità, che fanno oltre 250 km/ora? Ovvio che il buco venga più lungo, nel nostro caso circa 57 km, ma né più né meno di altri tunnel diffusi in tutta Europa, e non solo. Oggi le ferrovie si fanno ovunque così, senza pendenza, per favorire la velocità di percorrenza e la capacità di trasportare carichi. Hanno scavato sotto la Manica per collegare Parigi a Londra … hanno scavato due volte il San Gottardo, stanno scavando il Brennero, e poi il Terzo Valico tra Liguria e Piemonte, ovunque sia conveniente far passare merci e persone in quantità. Ovunque si cerca di scaricare le vie esistenti (sostanzialmente autostrade), cariche di auto e soprattutto di TIR dal pesantissimo impatto ambientale. Oggi, con quel misero e ormai antico forellino a 1.300 metri slm, il traffico con la Francia e l’occidente europeo si svolge quasi tutto su autostrada e su gomma, via Ventimiglia o via Frejus, con costi ambientali ed energetici elevatissimi. La Torino – Lione è stata pensata per assorbire la maggior parte di quel traffico, senza emissioni e con consumi energetici ridottissimi. Come possa essersi scatenata una resistenza così virulenta, così violenta, così radicale, e così irrazionale, per un’opera dall’utilità così evidente è un mistero difficile da chiarire. La Val di Susa è oggi una valle militarizzata, segnata da una presenza massiccia di forze dell’ordine che difendono attività e cantieri, costretti ad operare sotto la continua minaccia di un gruppetto di facinorosi che, in varie forme, per decenni ha messo sotto scacco la popolazione di tutta la Valle, le istituzioni locali, lo Stato, in barba a trattati internazionali, a decisioni e finanziamenti dell’Unione Europea, alla logica ed al buon senso comune. Ma è davvero un mistero? C’è qualche zelante, rampante ed aggressivo “giornalista d’inchiesta” (ne avremmo a bizzeffe …) disposto a scavare, a cercare, ad appurare, ad esempio, l’origine degli ingenti finanziamenti di tutta questa trentennale guerriglia? Non bastano le collette, le polentate, le bandiere ed i gadget, un movimento paramilitare come quello NOTAV costa parecchio, e qualcuno deve metterceli, i soldi. Chi? Follow the money … A chi giova questo stallo di anni (sono stati persi ben oltre dieci anni …), questo spreco di risorse umane, finanziarie, sociali, che in modo del tutto irrazionale paralizza un’opera che in Francia, sull’altro versante, non ha trovato alcuna resistenza, tanto che molti dei facinorosi agiscono in trasferta, in Italia, dove l’humus è più fertile. In Francia, nulla. Un malinteso ambientalismo, che in realtà è luddismo, raccoglie ancora simpatie presso alcuni romantici tardo-rivoluzionari da quattro soldi, che così rinverdiscono i ricordi di quando erano giovani, mescolandosi con i casseurs moderni, il cui unico interesse è colpire la società che odiano e rifiutano. Che emozione …! Ma chi ci guadagna? Il centrosinistra non è mai riuscito a prendere davvero le distanze dal movimento, lo ha sempre “giustificato”, a parole ma anche coi fatti, tant’è che l’ambiente dei centri sociali di Torino è sempre in prima linea nei disordini, con esponenti politici e media compiacenti, pronti a minimizzare, a comprendere, a trincerarsi dietro la libertà di espressione e di manifestazione, anche quando questa è (spesso) sfociata in autentica guerriglia con devastazione. La popolazione della Valle non è dalla loro parte; ha giustamente spinto per ottenere compensazioni economiche, ma la Val di Susa ha visto transitare persone e merci per millenni, ne ha fatto anche un business; d’altronde, persino Annibale passò da quelle parti (non proprio lì, ma quasi …) con i suoi cartaginesi e gli elefanti. E veniva dalla Tunisia … Il Tunnel ha un impatto paesaggistico pressoché nullo, creerà disagi solo negli anni della costruzione, ma ormai le tecniche sono ben collaudate e sono utilizzate dappertutto nel mondo. La Val di Susa ha tutto da guadagnare dalla nuova linea ferroviaria; in aggiunta, Camillo Benso riposerà in pace, sapendo che la sua intuizione ha retto nei secoli e reggerà ancora a lungo … Re Vittorio annuirà sornione, contento di poter portare la sua Bela Rosin a Parigi per il week end …
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