Riferiscono le cronache che l’Avvocato del Popolo Giuseppe Conte, leader dei cinquestelle (Beppe Grillo permettendo …), invitato a parlare alla Festa Nazionale de L’Unità di Reggio Emilia qualche giorno fa, ad un certo punto del suo infuocato discorso, ha rivolto al pubblico presente (un misto di robusta claque, mescolata agli ospitali militanti PD) la seguente domanda (retorica): “Ma voi pensate che davvero la Russia invaderà l’Europa?”, ottenendo un corale e sonoro “Nooooo!” dagli astanti. L’Avvocato sarà rimasto contento dell’effetto ottenuto, convincendosi vieppiù che la minaccia della Russia è solo un giochino inventato dai produttori e dai commercianti di armi per incrementare il fatturato. Un po’ come chi sosteneva che il meteo fosse solo una tecnica di marketing, inventata dai produttori di impermeabili ed ombrelli (cito Wodehouse, Hergé, non sono certo …). La rozza schematizzazione ci dà però l’opportunità di analizzare come e con quali tecniche un populista “doc” possa manipolare la realtà, o anche solo le reazioni di chi ha la ventura di starlo ad ascoltare. È ovvio che la risposta alla domanda, posta così, non possa che essere “No”, perché si sottintende che l’opposto porterebbe ad accettare uno scenario da guerra totale, con probabile distruzione di ogni presenza ed attività umana sulla faccia della Terra. Quindi: “Nooooo!”. Sono trucchetti retorici da quattro soldi, buoni per ottenere applausi dagli amici o da ascoltatori, diciamo così, un po’ sempliciotti: fare una domanda con una risposta apparentemente scontata per auto-confermare una affermazione arbitraria. Ma l’argomento purtroppo è molto serio e infatti la risposta più aderente alla realtà sarebbe stata: “Sììììì, eccome che cercherà di invadere l’Europa! Lo sta già facendo ...”, purché per invasione si intenda quello che i più moderni sviluppi delle strategie di offesa ci hanno abituato a considerare. Intanto la Russia ha letteralmente invaso l’Ucraina nel 2022 (e prima la Crimea nel 2014, e prima ancora la Georgia nel 2008, …), con un atto di forza, di imperio, violento e prevaricatore. Ha mandato carri armati fino a Kyiv … per riprenderseli subito indietro, vista la strenua resistenza degli aggrediti. A volte non tutto gira tondo per i prepotenti … Quindi la Russia invade eccome … e poi l’Europa non siamo mica solo noi qui in Italia. Chiedete ai polacchi, ai baltici o ai finlandesi se risponderebbero anche loro “Nooooo!”, come il pubblico addomesticato di Reggio Emilia…! Probabilmente metterebbero subito mano ai forconi. E poi c’è invasione e invasione: certo, quella coi carri armati è la più vistosa ed eclatante (un’autentica “specialità” russa, come il “boršč”: chi dimentica l’Ungheria del 1956 o la Cecoslovacchia del 1968 …?), ma oggi come oggi vediamo bene quante diverse forme possa assumere un’invasione. Ad esempio: invadere vuol dire inquinare le informazioni con la propaganda, allagare di odio i social, infiltrare la politica con uomini e soldi, condizionare le elezioni, permeare perfino parti dell’esercito (che poi semmai partorisce un Vannacci …), instillare dubbi nell’opinione pubblica, già di per sé sballottata di qua e di là e purtroppo propensa a dare ascolto ai masanielli di turno … Tutte operazioni improprie, ibride come si dice adesso, che mirano ad intervenire pesantemente nella vita pubblica e privata di società democratiche che, con la loro sola esistenza, minacciano il progetto egemonico dello zar di turno al Cremlino. Infatti, è dal tempo di Pietro il Grande (1672-1725) che la Russia coltiva smanie espansionistiche verso un Occidente impuro, infettato dai luterani, dal calvinismo, mal difeso da una Chiesa Cattolica Romana molliccia e corrotta. Nel corso di tre secoli si sono succedute varie tipologie di zar, compresa la tipologia bolscevica e poi quella stalinista, fino ad arrivare, dopo la timidissima e molto mal tollerata parentesi “occidentalista” di Gorbachev, alla tirannia odierna dello zar Vladimir Putin, che è al potere da oltre un quarto di secolo, ben supportato dalla Chiesa Ortodossa del patriarca Kirill. Malgrado ciò, dalle nostre parti sono in tanti, anche alcuni importanti intellettuali di riferimento per i talkshow, a tenere in alta considerazione il sistema russo, tanto democratico che mai gli si potrebbe attribuire intenzioni men che amichevoli verso tutti noi europei… D’altronde, il corale “Noooo!” qualcosa deve pure significare … o no? Il fatto è che il populismo cerca sempre il facile consenso, cerca la parte molle della società, la circuisce, la blandisce, le instilla il seme del dubbio … e se davvero Putin avesse ragione …? Non staremmo tutti più tranquilli? Devono averlo pensato anche un secolo fa, in Italia ed in Germania, quando pur di stare tranquilli, si generarono i mostri che avrebbero sconvolto il mondo con la Seconda Guerra Mondiale. Stalin provò a entrare nel club dei totalitarismi (patto con la Germania per la spartizione della Polonia), ma capì quasi subito che da solo non l’avrebbe spuntata con Hitler e Mussolini (per quel poco che contava anche il nostro Duce …), e cercò alleanze diverse per sfangare la guerra, almeno fino a Yalta compresa. Il resto è storia nota … Il populista parla sempre alla pancia della gente. Il politico parla al cuore e spesso alla testa, generando passione e idee. Si sa che invece dalla pancia si genera altro ...
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