Era quasi Pasqua (4 aprile) quando per l’ennesima volta provai a sollevare su questo blog l’annosissimo tema della regolamentazione della rete, ed in particolare dell’abolizione dell’anonimato. Feci considerazioni, formulai allarmi, avanzai proposte specifiche, come d’altronde avevo già fatto decine di volte in precedenza, senza successo alcuno: non voglio annoiarvi ripetendomi, rinvio quindi a quanto scritto allora (La fogna d'oro) con dovizia di argomenti, che mantengono tutti la loro tragica attualità. Chi ha voglia e cinque minuti di tempo può rinfrescarsi la memoria … Non ho mai smesso di insistere, in varie forme, anche ai limiti dello stalking, in ogni sede, non ottenendo alcun risultato apprezzabile. Qualcuno dirà: ma allora sei proprio fissato! Se non gliene frega niente a nessuno, ci sarà un motivo … evidentemente il tema non è così rilevante! Mi dispiace, sarò pure fissato, ma devo insistere ancora: si sta commettendo un tragico errore ed il gran parlare che si sta facendo intorno all’Intelligenza Artificiale (IA) in queste settimane dovrebbe contribuire a dimostrarlo. All’IA si accede tramite la rete, l’IA “è” la rete. Come non vedere il nesso? Non si può lasciare la rete alla mercé di un enorme esercito di ombre, vaghe, indistinte, minacciose, che ne dispone a suo piacimento, in barba ad ogni regola di civiltà, o fosse anche solo di buona creanza. Serve luce, chiarezza, trasparenza, responsabilità. E allora io insisto: si avvicina il momento in cui il centrosinistra dovrà, che piaccia o meno, mettere giù un qualche straccio di programma per le prossime elezioni. Dovrà, pur controvoglia, esplicitare un certo numero di proposte da comunicare, per far capire che siamo diversi dalle destre e che immaginiamo e desideriamo un mondo almeno un poco più civile … Ebbene, la regolamentazione della rete, a partire dall’abolizione dell’anonimato, è un tema che tutti possono capire, che spaventa solo chi dell’anonimato fa un uso (coscientemente o meno …) perverso ed eversivo, chi ci lucra soldi e like (cose spesso tra loro legatissime), nonché fortissima influenza politica. Gli interessi internazionali in gioco sono giganteschi, le possibilità di influire sulla formazione delle opinioni, sulla reputazione e sulla vita delle persone, soprattutto di quelle più fragili come minori, donne offese e indifese, minoranze, avversari, …, sulla vita politica di Paesi interi sono tutte basate sull’opacità della rete, sulla non-tracciabilità degli agenti, sulla garanzia di anonimato di milioni di account da cui esce di tutto, senza il minimo controllo né regola né limitazione. Vale tutto, e nulla e nessuno vuole dotarsi degli strumenti per gestire un così sterminato e magmatico ambiente, che ad aprile chiamai “La fogna d’oro”, in cui a moltissimi viene lasciato l’olezzo della fogna, mentre a pochi altri viene consentito di sguazzare nell’oro. Non voglio quindi perdere l’occasione per lanciare ancora un accoratissimo appello alle forze più sensibili e meno superficiali del centrosinistra (ce ne sono tante …!) per adottare questo tema come un tema centrale di civiltà e farne un punto programmatico rilevante. Questa non è un’esercitazione: qui si fa sul serio, tremendamente sul serio, e noi continuiamo a fischiettare allegramente, mentre forze oscure pilotano e condizionano tutte le nostre relazioni sociali. Ditemi che esagero, ma dimostratelo, vivaddio, se ne siete capaci. Finora ho raccolto solo adesioni generiche, per nulla impegnative, che sottostimano in modo evidente la portata dell’argomento (abbiamo ben altro a cui pensare …!), senza rendersi conto che attraverso l’opacità della rete si può mettere a repentaglio la vita di persone, gruppi sociali, interessi legittimi, opzioni politiche democratiche, tutto coercibile, influenzabile e comprimibile da un esercito di bot (account fasulli e truffaldini) che, da chissà dove (in realtà si sa da dove …), fanno danni più e peggio dei droni. Lo ripeto fino alla noia: la libertà di espressione non c’entra nulla con questo tema. Nessuno può considerare libertà un insulto, una calunnia, una fake new, la manipolazione dolosa della realtà, il travisamento, la truffa ai danni di una moltitudine di cittadini, ignari di essere parte di un meccanismo mostruoso, che li conduce dove qualcuno, nascosto dall'anonimato, vuole condurli. Allora, c’è almeno una forza politica disponibile ad approfondire il tema, a farne un punto cruciale di programma, a comunicarlo con decisione e convinzione, senza farsi spaventare dalle interessate e pelose ilarità, che altro non sono che l’ennesima manipolazione della realtà? Ad aprile avanzai delle proposte, ancora tutte valide. Altre se ne potrebbero fare …, soprattutto se venissero coinvolti esperti interni al sistema. C’è qualcuno disposto ad approfondirle, a farne un set di proposte articolato e strutturato, da presentare all’opinione pubblica? In conclusione, ma perché vogliamo a tutti i costi rovinare un’invenzione della portata della rete per la pigrizia mentale di dover definire regole, modalità, sanzioni, tutto quello che abbiamo sempre fatto, ogniqualvolta che la scienza e la tecnologia ci hanno messo a disposizione quelli che in neolingua si chiamano breakthrough tecnologici? Vorremmo abolire le rotonde e i semafori, le patenti di guida, i brevetti di pilotaggio, il porto d’armi, il divieto di fumo in pubblico, le norme sugli alimenti, le procedure di certificazione dei farmaci, le regolamentazioni sul nucleare civile e militare, le norme sul diritto d’autore, la protezione dei minori, il garantismo, insomma, i fondamenti dello stato di diritto? Qualcuno però ci sta provando, e ci sta anche riuscendo: noi, lasciamo fare o decidiamo di opporci, scommettendo sulla nostra civiltà?
|