Sarò un ingenuo, sarò un sognatore, sarò quello che volete, anche peggio, un po’ scemo … Però io non riesco a trattenermi dal pensare che se, con la bacchetta magica, con un incantesimo, si mettessero insieme, tutte, ma proprio tutte, le millanta formazioni o formazioncine che si proclamano sinceramente “riformiste” e che quindi non si riconoscono nelle ali estreme del bipolarismo populista più o meno farlocco che s’è venuto a creare in Italia, si potrebbe con facilità costruire un Partito vero e proprio, consistente, che potrebbe ambire a superare, e non di poco, il 10%, di certo superiore a forze radicali come AVS e di dimensioni perlomeno simili al M5S. E se a queste forze aggiungessimo la parte non massimalista e nostalgica del PD, ovvero una vasta platea di militanti, amministratori, dirigenti di lungo o meno lungo corso, intellettuali, che oggi stringono i denti costretti nella politica e nel linguaggio movimentista della Segretaria Schlein, politica e linguaggio che NON sono i loro, non verrebbe fuori una forza che potrebbe ambire a diventare la prima forza politica nel centrosinistra, e non solo? In altre parole, sicuro che la maggioranza dell’elettorato, dico tutto l’elettorato, non solo quello che vota, non benedirebbe una proposta riformista, competente, pragmatica, impegnata a “fare” riforme (e non solo a chiacchierarne) per una intera legislatura, senza perdersi in polemiche sterili? Cosa c’è da fare lo sanno tutti: bisogna volerlo fare. Badate bene, queste proposte già ci sono, non sono chimere, questo personale politico già c’è, non bisogna aspettare gli alieni né scoprire l’elitropia, né coltivare con pazienza giovani virgulti, che chissà quando e se matureranno. C’è già una classe dirigente adatta allo scopo: sono sindaci, deputati, consiglieri regionali, amministratori, intellettuali, professionisti della società civile, giovani e meno giovani, gente disposta a “fare”, ad esercitare cioè quel cambiamento di cui tutti pensiamo di avere bisogno come l’aria, per raddrizzare le tante storture della società e permettere al Paese di tornare a rioccupare il posto che gli spetta nel mondo, restituendo ai cittadini risorse, dignità, fiducia, speranza nel futuro. Una classe dirigente incommensurabilmente migliore dei tanti amichetti di Colle Oppio o della Garbatella, che hanno invaso la scena politica al seguito della capa Meloni. Un primo tentativo di aggregare queste idee e queste risorse, alle ultime elezioni politiche del 2022, dopo solo un mese di campagna elettorale, fruttò l’8% dei voti. Mica poco …! Il tentativo lo promosse Renzi e ci aggregò Calenda, che aveva appena dato il due di picche a Enrico Letta, dopo averlo baciato in pubblico. Carlo Calenda fu perfino indicato come capo-candidato: ho ancora a casa le spillette con i simboli di Azione, Italia Viva ed il nome Calenda in bella mostra. Poi a Calenda è venuto improvvisamente lo sturzillo (*) ed ha mandato tutto all’aria. E si è ripetuto alle europee del 2024, quando un altro sturzillo ha fatto perdere all’Italia 7-8 eurodeputati riformisti. In seguito, lo stesso sturzillo è venuto pure a Luigi Marattin; i radicali invece litigavano, e continuano a litigare, come bambini capricciosi. Quindi si è aggiunto Ruffini, poi Marcucci, poi Onorato con i suoi amministratori, e cosa farà Sala, dopo aver fatto il Sindaco di Milano, e Silvia Salis da Genova, e Manfredi da Napoli? Infine, si è stufata anche Pina Picierno, che ha lasciato il PD e adesso balla da sola. Credo di dimenticarne ancora una decina: socialisti, liberali più o meno classici, e poi federalisti europei, Ora!, Volt, la lista non finisce mai … Vero, sono solo sigle, tante sigle, ma dietro alle sigle c’è comunque un mondo di persone appassionate di politica (qualcuno per la verità anche appassionato di poltrone …), che comunque dedicano tempo e cervello ad organizzare iniziative, a farsi vedere, ma per ora sono solo tutte chiacchiere, rigorosamente senza distintivo … Perché si rifiutano sdegnosamente di convergere e provare a fare sul serio tutti insieme? Qual è il tarlo, il virus, la tara, che alimenta questo immane spreco di risorse e impedisce a gente che ha le stesse idee di base di convergere pragmaticamente in un progetto unitario, che potrebbe avere un peso determinante nella politica e condizionare positivamente le scelte e i programmi di tutto il centrosinistra? È solo vanità, ambizione, insofferenza alla mediazione, rancori personali, tattica, o c’è anche una sottaciuta paura di prendersi delle responsabilità vere verso i cittadini? All’obiezione ovvia che “sarebbe bello, però …”, io rispondo che non è lo sturzillo quello che serve, ma piuttosto, per restare nel gergo napoletano, la cazzimma, ovvero quel sacro fuoco che travolge ogni difficoltà e rende possibile l’impossibile. E chi lo dice, cosa è impossibile? Cito Mark Twain (forse): “They didn't know it was impossible, so they did it". (Non sapevano che era impossibile, e così l’hanno fatto). “Do, or do not. There is no try”, ammoniva il saggio Yoda. “Fare, o non fare. Non c’è provare”. Ecco, serve gente così, incosciente e temeraria, mente aperta e pochi pregiudizi, con in testa obbiettivi ambiziosi e non meschini, insomma con la cazzimma, e senza sturzilli. (*) dicesi “sturzillo” un contorcimento, convulsione, arrabbiatura improvvisa – dallo “Schedario Napoletano”.
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