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Seduto in quel caffè ...

Avrei voluto …, ma invece ho passato due giorni a cercare di spiegare (soprattutto a molti ex-compagni del PD) che piangersi addosso non serve a nulla, e nemmeno prendersela con chi non si è associato alla loro coalizione. La destra ha vinto, non ha stravinto, ma adesso deve governare e un’opposizione seria deve cercare di limitare i danni e proporre alternative fattibili, comprensibili ed efficienti. E deve pure collaborare, casomai la destra proponesse qualcosa di decente e condivisibile, o si parlasse di riforme istituzionali o leggi elettorali, che dovrebbero essere sempre bipartisan. Molti danno consigli al PD ( … si sa che la gente dà buoni consigli, se non può più dare il cattivo esempio … ): Letta vada via, Letta rimanga, parte il toto-nomi, si avanzano le prime candidature, formalizzate davanti alle telecamere dei giornalisti amici, si benedice qualcuno, si maledicono tutti gli altri. Numerosi, ed insospettabili, sono quelli che paradossalmente chiedono al PD di fare quello ch

Dove siamo andati

Il muro c’era, era lì, bene in vista, alto e solido; ciononostante non abbiamo sterzato e ci siamo finiti contro. Le conseguenze le valuteremo presto. Non saranno rosee … Nel frattempo, mentre i cocci ancora volano e chissà come e dove andranno a posarsi, una volta in più dobbiamo confidare in Mattarella per cercare di contenere le conseguenze potenzialmente più drammatiche di questa terribile sbandata elettorale. Non c’è dubbio che il Presidente farà il suo dovere nell’interesse generale (almeno lui …!). Inutile quindi stare a fare troppe previsioni e almanaccare ciò che ci toccherà vivere nelle prossime settimane. Meglio faremmo, tutti noi che crediamo fermamente che esista un’alternativa al becero populismo trionfante, a dedicarci al più presto alla ricostruzione di soggetto politico che abbia idee e forza per sfidare l’onda montante che ci sta travolgendo. Un’onda più grande e pericolosa di quanto può apparire, per il semplice fatto che non solo Meloni coi suoi periclitanti compari

Ma dove stiamo andando?

  Vladimir Putin è in evidente e crescente difficoltà, militare, economica, diplomatica. Ora persino sociale, visto l’esodo in massa e le proteste di piazza che tutti i media hanno registrato dopo l’annuncio della mobilitazione dei riservisti. I suoi presunti alleati (ma lo sono davvero o lo usano come ariete verso l’Occidente?) gli hanno chiaramente detto che non è più tempo di guerra e che questa tragica avventura in Ucraina deve finire. Parlo di Cina e India, mica paesetti, … poco meno della metà della popolazione terrestre. Putin dovrà decidere cosa fare, probabilmente lo farà nella perfetta solitudine dell’autocrate, in base ad imperscrutabili ambizioni imperiali, e purtroppo nessuno può escludere gesti inconsulti, come l’uso della potenza nucleare, in qualche forma. Speriamo nella saggezza almeno dei possessori delle altre due chiavi di armamento dei missili! Credo che tutti gli Stati, grandi e piccoli, stiano preparandosi a scenari di ogni genere, anche i più nefasti. Tutti ci a

Il peso della scheda

  Manca poco ormai: tra meno di una settimana la pianteremo tutti con auspici e previsioni e ci soffermeremo finalmente sui risultati veri di questa ordalia elettorale. Succederà quello che noi tutti (nessuno escluso) avremo voluto far succedere: è il bello (ed il brutto) della democrazia. Quanti italiani voteranno?  Chi non vota sarà ugualmente responsabile del risultato, qualunque esso sia. Nessuno si illuda di tirarsi fuori. Con che spirito andranno a votare?  Incazzato, speranzoso, costruttivo, disperato, scettico, cinico, ... voto di testa, voto di pancia, … Con quanta convinzione?  Quanti pensano che è inutile, che le elezioni non servono a nulla, che le decisioni vengono prese chissà dove, che è impossibile fermare un tracollo ormai irreversibile? Con quanta informazione sulle proposte elettorali?  La quasi totalità dei media di ogni genere, pubblici e privati, ha fornito un servizio francamente indecente, ipocrita, tendenzioso, intellettualmente disonesto, a volte palesemente t

La cosa giusta

  Non so quanti cittadini elettori abbiano già le idee chiarissime su cosa votare (e se votare …) il prossimo 25 settembre. Questa elezione cade in un periodo dell’anno inconsueto (mai votato in settembre) ed in un momento storico ancora più inconsueto, tra guerra, bollette energetiche, inflazione, crisi, COVID, tentativi di ripresa, ... In più, si vota per un Parlamento ridotto e con una legge elettorale utilizzata solo una volta cinque anni fa, in occasione della vittoria trionfale dei cinquestelle (e pensare che la legge era stata concepita per non favorirli …). Una congiunzione di eventi e situazioni davvero notevole e suscettibile di fornire risultati inattesi. Anche se il tormentone dei media (lo  “spin” ) è monotono e monocorde nel dare per certo ed acquisito un trionfo, questa volta di Giorgia Meloni, accompagnata dai due scherani Salvini e Berlusconi, entrambi però in evidente grande difficoltà, sono tutti da vedere il modo e la misura di questo ipotetico trionfo. Le variabili

Spettri e iceberg

  “Uno spettro s’aggira per l’Europa …” , ma questa volta non è lo spettro del comunismo che, secondo il celebre  incipit  del Manifesto del 1848 di Marx ed Engels, spaventava l’ ancient regime . No, è lo spettro farsesco e paradossale della destra italiana, dominata da figure improbabili come la ciarliera borgatara Giorgia, il truce Capitano in disarmo, il gaudente e arzillo Cavaliere di plastica. Sembrano personaggi da fumetto, o da operetta, ma purtroppo sono ben reali e, a quanto sostiene l’irrefrenabile vulgata dominante nei media, sono anche destinati a vincere a man bassa le ormai imminenti elezioni. Io, anche senza palla di lardo, ho azzardato un pronostico un po’ diverso, ma si sa che i pronostici si fanno per sbagliarli. E allora proviamo a seguire il  mainstream  e cerchiamo di capire cosa può succedere, se tutto andrà come tutti dicono che andrà. La destra avrà la maggioranza in entrambe le Camere; con qualche fibrillazione formerà un Governo appena presentabile (Mattarella

Pronostici ed auspici

  Gianni Mura, raffinato ed indimenticabile scrittore (molto più che giornalista!) di sport, costume, buon mangiare e bere, all’inizio di ogni campionato di calcio soleva interrogare quella che lui chiamava (da sardo buongustaio) la  “palla di lardo” , per trarne pronostici e formulare auspici. Altro che fondi di caffè …! Sarei tentato di fare lo stesso per le prossime elezioni ma, non essendo Gianni Mura, ho più di una remora; ciononostante, non resisto alla voglia di azzardare, anche senza la palla, una via di mezzo tra un pronostico ed un auspicio. D’altronde, al massimo sbaglio di grosso, ma nessuno, spero, me ne vorrà. Vuol dire che sopporterò qualche inevitabile risolino di compatimento. E quindi, come va a finire? Prevedo, ma pure auspico, che il 26 settembre staremo esattamente come il 24 settembre. Ovvero, non cambierà nulla, a parte i nomi di un po’ di parlamentari ed il loro numero complessivo. Avremo cioè fatto una gigantesca  ammuina  di oltre due mesi, e speso qualche cen

Il mondo ci guarda

  Se putacaso ( e sottolineo se … ) aveste prestato dei soldi (non pochi spiccioli, ma soldi veri) ad un parente o un amico in difficoltà che ve li ha chiesti con tanta insistenza che non avete avuto cuore di rifiutarglieli, e questo si fosse impegnato a restituirveli in tempi certi con un tasso di interesse “di mercato” (non da usura, perché voi non siete usurai …), e se constataste che il parente o l’amico, invece di sforzarsi di risolvere le sue difficoltà, se ne creasse altre, che so …, facendo una vita al di sopra delle sue possibilità, giocando al casino, spendendo e spandendo senza molto criterio, cambiando una macchina nuova con una ancora più nuova, partendo per una lunga vacanza nei mari del sud, o mandasse via un buono e saggio consulente finanziario per affidarsi ad uno con una pessima reputazione, dite la verità, vi preoccupereste o no? Non vi verrebbe voglia di non prestargli più manco una bicicletta vecchia e anzi, non cerchereste il modo per rientrare dei soldi il prima

Buscopan a vagoni ...

È tempo di liste elettorali, è tempo di furiosi mal di pancia. A sinistra come a destra, è tutto un recriminare, un dispiacersi, un condannare la spietata partitocrazia che partorisce liste sempre sbagliate, sempre inadatte, sempre inaccettabili. Ma da che elezione è elezione, è sempre stato così. E già, perché malgrado gli anatemi, pelosi e molto ipocriti, contro le spietate segreterie che scelgono, accettano, rifiutano, altro sistema non è conosciuto nel mondo democratico. (Salvo voler prendere sul serio le surreali autocandidature social grilline, che hanno portato in Parlamento la più improbabile e nefasta classe dirigente della storia della democrazia, fin dai tempi di Pericle). Certo, i listini bloccati possono fare rabbia per il loro cocciuto e ottuso determinismo, ma non è che le preferenze libere si possano esprimere a capocchia …: sempre in una lista, definita da qualcuno, devi scegliere e, se non sei entrato nella lista, nessuno ti può votare. Col che, le segreterie dei part

Il nuovo che avanza ...

  I tanti che affermano senza ombra di dubbio come Giorgia Meloni sia la sola ed autentica novità di queste elezioni, sperticandosi in lodi per l’abilità con cui ha portato il suo partito dal 4% (reale) al 25% (nei sondaggi), dovrebbero ascoltare, se non l’hanno già fatto, il video francese di oltre 25 anni fa (1996), nel quale la giovane Giorgia, aveva 19 anni, dichiarava in un buon francese (già allora mostrava una certa qual inclinazione, avendo fatto il Liceo Linguistico) che Mussolini era stato un ottimo politico, che aveva sempre fatto il bene dell’Italia, non tenendo in nessun conto una guerra rovinosa, le leggi razziali, le persecuzioni dei dissidenti, la chiusura del Parlamento, ed altre minuzie del genere. Stupidaggini nostalgiche e antistoriche. Ma il problema non sono affatto le sue pur discutibilissime affermazioni (scriveva Guccini:  “a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età …” ), quanto il fatto inconfutabile che già oltre 25 anni fa la g