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I sogni nel cassetto di Giorgia Meloni

  Non ci credete, non è vero niente … non è vero che esiste una Meloni diversa dalla ex-missina della Garbatella che gestisce con serietà e professionalità i rapporti internazionali. È tutta una montatura propagandistica, una fuffa mediatica, uno  “spin”  diffuso senza ritegno, per dare a tutti noi l’illusione che almeno all’estero Meloni sia diversa da quella che qui si fa consigliare dai vari Donzelli, Lollobrigida, Urso, Fazzolari, e che fa finta di litigare con il truce Salvini (come Sandra e Raimondo …). Meloni all’estero è ancora più pericolosa che in casa: qui almeno ce la vediamo tra di noi! D’altronde, abbiamo visto all’opera Toninelli, Bonafede, Lezzi, Castelli, Taverna, campioni impareggiabili, cosa volete che ci faccia uno come Donzelli? Un baffo, ci fa, un baffo …! All’estero invece Meloni dà il suo meglio, si esibisce sempre in show roboanti, sfoderando tutto il repertorio della sua provincialità sovranista e delle sue peggiori mire politiche. Non fatevi imbrogliare dalla

La lagna

  Non è tra i diritti garantiti costituzionalmente, non fa parte della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, non è materia scolastica, ma è certamente un diritto inalienabile del popolo italiano. La lagna, il mugugno, il muso lungo, il piagnisteo, il lamento, … un’autentica eccellenza nazionale! Nessuno si tira indietro, anzi. Anche quando sarebbe più utile una sana riflessione su quanto ci capita intorno. Parliamo di mutui, a tasso fisso o variabile: chi si è trovato a doverne stipulare uno, certamente si è trovato di fronte all’alternativa tra le due soluzioni. Scegliere può non essere facile, ma i termini della questione sono alla portata di tutti. Qualche anno fa (ora la situazione è molto diversa) si trattava di scegliere tra un tasso fisso, che poteva essere pari a 1,5-2,5 % costante per tutta la durata del mutuo (10, 20, 30 anni), oppure un tasso variabile, poteva anche essere intorno allo 0,5-0,8 %, con un conseguente notevole risparmio sulla rata da rimborsare mese per mese. Ov

L'aiutino

  È più forte di lei, non riesce a trattenersi … e quindi insiste. La nostra ineffabile Presidente giorni fa ha redarguito il Commissario Gentiloni perché non aveva avuto, a suo giudizio,  “un occhio di riguardo”  per l’Italia. L’altro ieri, di fronte alla magnifica notizia (per noi riformisti, per loro sovranisti un po’ meno …) del nuovo incarico a Mario Draghi per elaborare un rapporto sulla competitività dell’Unione Europea (il nostro Draghi ancora sulla scena …), di nuovo la Presidente ha detto di sperare in un  “occhio di riguardo” , anche da Draghi. Due indizi fanno (quasi) una prova, diceva Agatha Christie. Questo Governo evidentemente non riesce a sfuggire alla logica nazionale dell’aiutino, della raccomandazione. Per i campioni della maggioranza, l’UE è una specie di cerbero da blandire ed ingraziarsi, sperando in un trattamento di favore. In ogni caso la UE è un corpo estraneo, un “altro da sé”, la maestra che ti giudica, ti bacchetta e dalla quale speri di ricevere, bontà su

Caro Michele ...

  Centodieci forse era troppo … Qui si vuole far passare come “dì sinistra” un provvedimento che si è dimostrato essere la quintessenza del peggiore populismo. “Graduidamende”  andava dicendo Conte con la sua insopportabile improntitudine, e i furbi se ne approfittavano. In realtà il superbonus è stata una sfacciata e ruffiana operazione, pensata solo per ottenere consenso, senza preoccuparsi dei sicuri danni conseguenti. … altrimenti sarebbe stata realizzata lo stesso, perché l’idea di base non era né nuova né sbagliata, ma con più misura, più criterio e competenza contabile. E invece sì è preferito il fascino del  “graduidamende” , molto più efficace e convincente sul piano elettorale. Ora restano i conti da pagare (e li pagheremo a lungo …), e i danni collaterali irreversibili: i ponteggi dal costo più che raddoppiato, come ogni altro materiale edilizio, lavori non terminati, dissesto contabile, per non parlare degli utili abnormi dei furbi beneficati. Ma adesso sono arrivati quelli

Se dico treno ...

  Ogni notte, da sempre, su tutta la rete ferroviaria si fanno lavori come quelli programmati a Brandizzo e non succede mai (… quasi mai, ahinoi!) alcunché di tragico. E' solo  routine  di lavori delicati, ma del tutto consueti. Questo vuol dire che le procedure in atto, pur se certamente migliorabili, come tutto al mondo, non sono così aleatorie, imprecise ed arbitrarie. Dimostrano di funzionare egregiamente. Però una volta capita che qualcuno ritenga di forzarle oltre ogni limite di ragionevolezza ed ecco la tragedia. inutile fare filosofia o, peggio, ideologia spicciola (vedi Landini e compagni) sul sistema economico, il subappalto, il capitalismo, lo sfruttamento, e tutto l’armamentario caro a chi ama pontificare. A Brandizzo non c’era nessun subappalto: i lavoratori deceduti erano, a quanto si sa, dipendenti regolari di una ditta da decenni impegnata e specializzata nella manutenzione della rete ferroviaria. Nulla di losco, di illecito, di misterioso. Solo lavoro. E le procedu

Terapia di coppia

  Quando un rapporto va a rotoli difficilmente si può rimediare … Si arriva alla crisi quasi mai per caso, ma spesso perché è finito l’interesse reciproco e soprattutto perché non si vuole più spartire il futuro con una persona che è divenuta insopportabile. Vani sono normalmente gli interventi degli  entourages  interessati: spesso peggiorano la situazione e soprattutto radicalizzano i dissidi, senza dare contributo alcuno alla risoluzione della crisi in atto. Gli  stakeholders  solitamente conoscono solo quello che la coppia ha permesso loro di conoscere, spesso in modo asimmetrico tra i partner, col che le possibilità di incomprensione, o di equivoco, o addirittura di mistificazione dolosa, crescono in modo esponenziale. La crisi si avvita sempre più su se stessa, fino al collasso definitivo, nel (spesso finto) rammarico generale. È finita così perché così doveva finire!  Si sugella lapidariamente. E si passa oltre. Ovviamente i cocci, le macerie, restano in capo agli interessati ed

Il tempo dei truci

  Ma perché gli americani non scoppiano a ridere fragorosamente davanti alla ormai famosa foto segnaletica di Donald Trump? Perché in tutto il mondo se ne discute come se fosse una cosa seria? Non basta guardare ...? E come può Trump pensare di costruirci su una campagna elettorale? Infine, come è ridotta la più grande democrazia del mondo, se la foto di un buffone col ciuffo finto e un ghigno esagerato può essere scambiata per un “piano di battaglia”, una dichiarazione di intenti, in democratiche elezioni? In un mondo appena “normale” una foto così sarebbe per il soggetto ritratto la definitiva tomba di ogni illusione; uno che con lo sguardo truce pensa di convincere gli elettori e spaventare gli avversari finirebbe messo in un angolo e al massimo compatito per la sua pochezza mentale e per le sue fissazioni.  “Lo scemo del villaggio”,  insomma. Non è così. Né in USA e nemmeno qui da noi, a giudicare dalla faccia sempre truce di Matteo Salvini e da quella esaltata di Giorgia Meloni in

Offerta speciale

  Due al prezzo di uno: tipica promozione da supermercato … Ed eccola qui l'offerta: tutti a sottolineare che la nostra (ahinoi!) Presidente si trova davanti ad un bivio, che presto dovrà scegliere, che non potrà mantenere a lungo una doppiezza neo-togliattiana ( guarda te che irunia … !, cantava Davide Van De Sfroos) tra la Meloni di lotta e quella di governo. Ma figuriamoci! Tra la borgatara della Garbatella, adusa alle esagerazioni da comizio, con la voce roca e lo sguardo fiammeggiante, idolo di bande di nostalgici, carichi di astio e di sete di rivalsa verso il presunto “pensiero unico” che li avrebbe emarginati per decenni, e l’aspirante giovane statista che deve dividersi tra i vertici internazionali, europei e mondiali, i tavoli di mediazione con le parti sociali e persino con l’opposizione e i periclitanti rapporti con i suoi irrequieti alleati. Quale prevarrà? La  “sora Giorgia”  o la Presidente Meloni? Orbán o Thatcher? Semplice: le avremo sempre tutte e due, al prezzo d

Caro Senatore ...

  Caro Senatore Renzi, vengo subito al punto. Di certo non dico nulla di nuovo se constato che su tutti i social network e anche sui commenti agli articoli che ti riguardano nei maggiori organi d’informazione, gli interventi dei lettori/utenti sono in larga parte (molto oltre il 50%, a occhio) terribilmente negativi nei tuoi confronti. Non critici o problematici, proprio negativi, anzi distruttivi. Non perdo tempo a dettagliare, perché senz’altro ne sarai già ampiamente edotto. Vero è che il campione statistico dei commentatori è assai poco significativo, ma è comunque allarmante una così continua, insistente, violenta, gratuita salva di insulti vari, pregiudizi, luoghi comuni, fake news, tormentoni, sempre gli stessi, accumulati e stratificati nel corso dei non pochi anni ormai passati dal tuo ingresso sulla scena politica nazionale. Non importa se dietro alla canea ci sia o meno qualcosa di organizzato, tipo Bestia, o simile: l’effetto è comunque devastante. Aggiungo che il tono degl

Vogliamo i Generali!

  Le “farneticazioni” (il povero Crosetto  dixit ) del Generale Tal-dei-talacci stimolano qualche riflessione aggiuntiva, da fare prima che un nuovo e più piccante argomento balzi sulla scena. Da giorni tutti ne parlano, tutti sono scandalizzati, chi condanna l’enormità delle sue affermazioni, chi al contrario denuncia l’umiliazione inferta ad un fedele servitore dello Stato, che ha solo, con supremo sprezzo del pericolo (nonché del ridicolo …) osato riportare candidamente, in un libro autoprodotto, le sue eccentriche idee. Ovvio che uno che si esprime in quei termini susciti perlomeno dibattito, tanto più in un mondo dove si dibatte e ci si divide su tutto, dalla guerra in Ucraina al granchio blu … Il dibattito però dovrebbe almeno rispettare la logica e non sfarfallare liberamente nei cieli empirei della fantasia. Qualcuno ha voluto sottolineare che dalle parti nostre l’espressione del pensiero è libera: cosa sacrosanta, indiscutibile, ma bisognerebbe aggiungere che non lo è “a presc