La destra e la sinistra esistono in natura e non se ne può fare a meno. In una democrazia compiuta alla fine ci sarà sempre una maggioranza e una minoranza, un governo e un’opposizione e quindi, seppur con tante sfumature, una destra e una sinistra. Nell’elettorato invece le posizioni possono essere e sono in effetti molto più variegate: esistono larghe masse di elettori fluttuanti, incerti, indecisi, fluidi, centristi moderati, estremisti pentiti, conservatori spaventati, progressisti sognatori, … quindi è più che opportuno, è necessario, cercare di interpretare e rappresentare le loro ragioni. Giusto quindi organizzare forze politiche che ne difendano gli interessi, allontanandoli dall’astensionismo e indirizzandoli in modo costruttivo. Questo non vuol dire però creare forze politiche “di gomma”, adatte a qualsiasi collocazione. Le elezioni si vincono al centro, è indubbio, ma il centro non basta e sarebbe pure poco democratico, visto che un centro non avrebbe contraltari. Nel ...
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